
Francesco Campanile
Prende spunto dall’esperienza della scuola di chirurgia plastica brasiliana e combina addominoplastica e liposuzione in un solo intervento, correggendo l’eccesso di grasso e di cute contemporaneamente e migliorando il risultato estetico finale
Tornare in forma dopo una o più gravidanze è una richiesta sempre più frequente tra donne di tutte le età, che con il “pacchetto mommy makeover” possono ottenere un rimodellamento chirurgico del corpo con tecniche operatorie combinate, che in genere includono addominoplastica, liposuzione, mastopessi o mastoplastica additiva.
Francesco Campanile, chirurgo estetico statunitense di origini italiane, nel suo centro chirurgico di Denver, in Colorado, ha scelto di concentrarsi rigorosamente sulla chirurgia del seno e body contouring ed è diventato un punto di riferimento per molti pazienti, anche grazie allo sviluppo di procedure innovative, come la tecnica originale di rimodellamento corporeo denominata Class (Combined Lipo-Abdominoplasty Sculpting and Shaping), che associa l’intervento di addominoplastica a quello di liposuzione e consente di evitare due operazione chirurgiche in tempi diversi. La tecnica Class rappresenta un perfezionamento della metodica messa a punto dal chirurgo plastico brasiliano Osvaldo Saldanha, che prevede di non scollare e non sezionare in modo traumatico i tessuti e di salvaguardare tutte le strutture anatomiche, riducendo al minimo le complicanze.
Dottor Campanile, quali sono gli interventi estetici più richiesti negli Stati Uniti?
La liposuzione rimane la procedura numero uno negli Stati Uniti, insieme a mastoplastica additiva, rinoplastica, blefaroplastica, lifting al viso, addominoplastica e lifting del seno (mastopessi). Di recente c’è stato un aumento significativo del rimodellamento dei glutei tramite il ricorso al gluteal fat grafting. Anche le procedure minimamente invasive sono molto popolari, la tossina botulinica, poi filler a base di acido ialuronico, liposuzione non chirurgica (non-surgical fat reduction) e lifting non chirurgico (non-surgical skin tightening).
Il pacchetto “mommy makeover” è molto richiesto negli Stati Uniti, in cosa consiste?
Gli interventi di mommy makeover sono ormai estremamente comuni nella mia pratica, poiché eseguo unicamente interventi di rifacimento del seno e rimodellamento del corpo. Sebbene il mommy makeover possa essere una combinazione di diverse procedure estetiche, in genere ci si riferisce a un’addominoplastica abbinata a un aumento del seno, che rappresentano le due principali aree interessate dalle gravidanze. Di solito incoraggio le pazienti a “completare la loro famiglia” prima di sottoporsi a questi interventi chirurgici, poiché ulteriori gravidanze possono sicuramente influire sui risultati, rendendo talvolta necessari interventi di revisione. Alle pazienti chiedo anche di perdere più peso possibile prima degli interventi chirurgici di rimodellamento: non eseguo addominoplastica su nessuna paziente con un indice di massa corporea superiore a 30, poiché i tassi di complicanze sono decisamente più alti. Altre procedure che possono essere incluse nel mommy makeover sono il lifting del seno (con o senza protesi mammarie o con lipofilling), liposuzione di una o più aree, riduzione del seno, labioplastica e lipofilling ai glutei. È meno probabile che vengano richieste procedure che interessano il volto. Se c’è stata una massiccia perdita di peso dopo le gravidanze, si possono valutare anche altre procedure come il lifting delle braccia, delle cosce, della parte inferiore o della parte superiore del corpo.
Può descriverci la tecnica Class (Combined Lipo-Abdominoplasty Sculpting and Shaping) da lei ideata e brevettata?
Opero in uno studio privato dal 1997 e per i primi dieci anni di attività ho eseguito la tradizionale addominoplastica, che consiste in: incisione addominale inferiore; separazione del cordone ombelicale dai tessuti circostanti; sollevamento del lembo addominale superiormente, oltre l’ombelico, fino ai margini sottocostali; plicatura della sutura della fascia del muscolo retto; escissione dei lembi cutanei in eccesso (sotto l’apertura ombelicale) e inserzione del peduncolo ombelicale, con avvicinamento dei bordi della ferita, insieme al posizionamento di drenaggi. È una procedura adatta a pazienti magri che hanno una lipodistrofia minima o depositi di grasso in eccesso, che presentano per lo più un significativo eccesso di pelle/lassità e diastasi del muscolo retto dell’addome. Tuttavia non mi sono piaciuti i risultati nelle pazienti che hanno una lipodistrofia significativa e in quelle con un girovita non ben definito. Queste pazienti rivelano una prominenza dell’addome superiore (ma una parte inferiore dell’addome molto più piatta), così come un aspetto squadrato dei fianchi, senza la conformazione a clessidra che la maggior parte delle donne desidera. Anche l’ombelico sembra essere piuttosto distorto, un chiaro segno che indica che la paziente si è sottoposta a un’addominoplastica. La presenza di drenaggi chirurgici crea ulteriori cicatrici nei siti di drenaggio, oltre a essere molto scomoda e costituire un vero fastidio di cui doversi prendere cura. Tutte queste criticità sono state superate con la “tecnica Class” (Combined Lipo-Abdominoplasty Sculpting and Shaping) da me ideata.
Circa 17 anni fa ho partecipato a un congresso di chirurgia plastica dove ho potuto seguire una conferenza sulla lipoaddominoplastica tenuta dal professore brasiliano Osvaldo Saldanha. Prima di lui, non molti chirurghi eseguivano la liposuzione della parte superiore dell’addome e dei fianchi contemporaneamente all’addominoplastica, a causa di problemi di afflusso di sangue (trauma della cannula di liposuzione ai vasi sanguigni che alimentano i restanti lembi cutanei). Saldanha ha dimostrato un modo sicuro per eseguire la liposuzione della parte superiore dell’addome e dei fianchi, limitando la dissezione addominale superiore, insieme a risultati finali impressionanti.
Dunque non ho reinventato la ruota. Ho adottato la tecnica di Saldanha, con l’aggiunta di punti interni per migliorare il contorno della vita, suture periombelicali interne per creare una struttura ombelicale più profonda e suture trapuntate interne per evitare l’uso di drenaggi chirurgici, insieme alla liposuzione del mons pubis (monte di Venere). L’ho chiamata “Class” (Combined Lipo-Abdominoplasty Sculpting and Shaping) e l’ho registrata come marchio. Penso che i risultati siano superiori alla tradizionale addominoplastica e le pazienti confermano di vedere una marcata differenza.
Attualmente utilizzo la tecnica Class nella maggior parte degli interventi di addominoplastica che eseguo, poiché la popolazione statunitense tende ad avere più problemi di lipodistrofia, a parte la solita lassità cutanea e la diastasi del retto. L’assenza di drenaggi è molto gradita dai pazienti, che in genere sono spaventati dall’idea di doverli portare per settimane.
Al momento pratico la tecnica Class nel centro di Denver, ma dai prossimi mesi inizierò a insegnarla anche ad altri chirurghi. Sto anche raccogliendo dati dai miei 16 anni di pratica di questo intervento, sperando di pubblicarli nel prossimo futuro.
Renato Torlaschi








