
Gloriana Assalti e Cinzia Tafuto
Eritemi, ulcere e desquamazione cutanea sono effetti collaterali indesiderati piuttosto comuni nei pazienti in terapia oncologica, che possono essere mitigati da trattamenti dermoestetici mirati
Le terapie oncologiche portano inevitabilmente con sé effetti collaterali che variano in base al tipo di malattia e dosaggio e alla durata del trattamento, così come alla risposta individuale del paziente. La tossicità dei cicli di radioterapia o chemioterapia si palesa spesso a livello della cute, delle mucose e degli annessi cutanei: non si tratta solo di manifestazioni estetiche, ma di effetti collaterali che possono, nei casi più gravi, portare anche alla sospensione delle terapie.
Per questo motivo è opportuno impostare una vera e proprio terapia dermoestetica nei pazienti in terapia oncologica, in grado di prevenire e gestire efficacemente gli effetti collaterali delle cure, selezionando i cosmetici idonei con una formulazione che possa garantire l’efficacia e la sicurezza all’uso. Gloriana Assalti, farmacista e cosmetologa, e Cinza Tafuto, podologa e cosmetologa, nel volume “La dermocosmesi oncologica”, edito da Griffin-Acta Medica, hanno voluto condividere le loro esperienze nell’ottica di favorire la collaborazione delle diverse figure professionali coinvolte nel processo di cura del paziente oncologico.
Dottoressa Assalti, dottoressa Tafuto, come nasce l’idea di un libro sulla dermocosmesi oncologica? E a chi si rivolge?
Il volume nasce dalla nostra esperienza clinica presso l’ospedale Fatebenefratelli – isola Tiberina di Roma, nei reparti di Oncologia e Radioterapia, dove abbiamo collaborato con medici oncologi e radioterapisti sia per la prevenzione che per la gestione degli effetti collaterali delle terapie a livello della cute, delle mucose e degli annessi cutanei.
Abbiamo quindi voluto condividere la nostra esperienza, i nostri lavori di ricerca e i nostri risultati (molto positivi), con tutti i professionisti del settore, per poter ampliare la collaborazione tra le diverse figure sanitarie e poter offrire così un servizio più completo e soddisfacente per le pazienti.
L’obiettivo di questo libro è, quindi, la divulgazione in ambito medico-scientifico dei principi della cosmetologia con la ricerca e la scelta di quegli attivi presenti nel codice INCI, da noi selezionati come cosmetici più idonei, tutti in vendita nelle farmacie, in modo da esser reperibili ovunque e con facilità, soprattutto in tempi brevi. Per tale motivo abbiamo escluso le formulazioni galeniche che la dottoressa Assalti, farmacista, poteva consigliare, ma sarebbero state di difficile reperibilità: non tutte le farmacie dispongono di un laboratorio galenico.
Dermocosmesi e trattamenti estetici per i pazienti sottoposti a terapia oncologica sono temi molto dibattuti: esiste una “cosmesi oncologica”?
In realtà esistono linee cosmetiche oncologiche, ma esistono anche cosmetici che possono esser utilizzati per i pazienti in chemioterapia e/o radioterapia. Fondamentale è che i cosmetici prescritti abbiano alla base della loro formulazione e della produzione dei lavori scientifici che ne garantiscano l’efficacia e la sicurezza all’uso.
Inoltre, va ricordato che non esiste un cosmetico unico per tutte le pazienti oncologiche: ognuna avrà delle caratteristiche cutanee determinate dal proprio patrimonio genetico e dal proprio stile di vita e a essi si assoceranno quindi le tossicità delle terapie oncologiche. La capacità del professionista, ben formato in merito, è proprio quella di saper ricercare nell’ampio settore della dermocosmesi un cosmetico idoneo per la paziente in esame, che copra le sue esigenze a 360°.
Ci spieghiamo meglio: noi non curiamo solo la tossicità, ma curiamo principalmente la cute del malato secondo il suo bagaglio genetico. Una cute disidratata sarà più sensibile e delicata e risponderà in maniera diversa e negativa rispetto a una cute idratata. Fondamentale, quindi, è per noi, la prevenzione: scopo primario è quello di far arrivare la paziente alle terapie chemioterapiche con una cute sana, idratata ed elastica. Solo così si potranno avere meno effetti collaterali legati alla cute e agli annessi.

Sindrome mano-piedi con presenza di ragade al retropiede in paziente in terapia chemioterapica
Cicli di chemioterapia e radioterapia possono dare origine ad alterazioni anche severe a livello cutaneo, muco-cutaneo e annessiale: quali sono le principali?
Tra gli effetti collaterali delle terapie oncologiche sicuramente rivestono un ruolo fondamentale le manifestazioni dermatologiche, spesso severe, che possono determinare anche l’interruzione temporanea della terapia.
Fondamentalmente essi possono esser classificati in:
> protratti, ovvero quelle tossicità che compaiono nel corso del trattamento oncologico, con vari gradi di tossicità, più o meno elevati, e che tendono alla remissione al fine delle terapie oncologiche;
> tardivi, ovvero quelle tossicità che si manifestano anche a distanza di anni dalle terapie oncologiche e che possono apparire inspiegabili.
Sono numerosissime le patologie dermatologiche determinate dalla chemioterapia e dalla radioterapia che si possono localizzare in tutti i distretti corporei. Per citarne solo alcune, possiamo ricordare sicuramente l’eritema cutaneo semplice o bolloso, le ustioni e le ulcere determinate dalla radioterapia, la disidratazione e la desquamazione cutanea secca o umida, determinata sia dalla radio che dalla chemioterapia, il prurito, l’edema, l’alopecia, la sindrome mano-piede, la melanonichia e la leuconichia che colpisce l’apparato ungueale, l’onicocriptosi, ecc.
In che modo la dermocosmesi può essere di aiuto nel trattare gli esiti cutanei indesiderati derivanti dalle cure oncologiche? Quali sono i benefici a livello psicologico?
La dermocosmesi aiuta la cute, le mucose e gli annessi cutanei sia nella prevenzione che nel trattamento delle patologie dermatologiche derivate dalla tossicità dei farmaci chemioterapici o dai raggi della radioterapia. La caratteristica fondamentale del cosmetico (accuratamente scelto), rispetto al farmaco, è di non avere effetti collaterali e di non interferire quindi con le cure oncologiche.
Le tossicità cutanee manifestate determinano anche delle difficoltà relazionali, perché, ricordiamolo, la cute è la barriera tra il nostro “io” e il mondo esterno e i pazienti oncologici soffrono sia di un dolore fisico che psichico, che determina depressione, ansia, paura. Curare la cute vuol dire anche arrivare più in profondità, nella loro fiducia, affinché i pazienti non si sentano soli durante questo doloroso percorso e si vedano “ancora piacenti” allo specchio, così da poter vivere la loro quotidianità con maggiore energia.
Come deve essere formulato un dermocosmetico adatto a un paziente oncologico? Cosa deve e cosa non deve contenere?
I dermocosmetico destinato ai pazienti oncologici dovrà avere caratteristiche ben precise:
> un codice INCI breve, formulato con pochi ingredienti e ben selezionati;
> assenza di alcune classi di conservanti;
> assenza di allergeni, profumi e metalli pesanti.
Il protocollo terapeutico prevede un’idonea detersione, seguita da un idoneo cosmetico idratante, emolliente e/o lenitivo, in base al danno.

Intertrigine della piega mammaria in paziente in terapia chemioterapica
È possibile preparare la cute in vista dell’inizio delle terapie oncologiche?
È assolutamente necessario e indispensabile preparare la cute prima dell’inizio delle terapie oncologiche. Solo così si avrà una buona risposta alle cure e questo permetterà al paziente di non interrompere mai il ciclo chemioterapico e/o radioterapico. Infatti alte tossicità cutanee o annessiali impongono la sospensione della terapia oncologica, come già detto in precedenza. Non parliamo quindi solo di fattori estetici, come molti potrebbero pensare, ma di una vera e propria terapia dermocosmetica.
In una cute già sensibilizzata dalle cure oncologiche, si deve dare massima importanza alla detersione e all’idratazione: quali accorgimenti può adottare il paziente?
La detersione è fondamentale: una scorretta detersione comporta un’alterazione del film idrolipidico e quindi un danneggiamento del sistema barriera cutaneo, una modifica della flora batterica, con conseguente alterazione dei valori di sebometria e di corneometria, che inducono la disidratazione cutanea, prurito, grattamento con conseguenti lesioni cutanee, soprattutto nei pazienti anziani.
L’idratazione è il passo successivo, per apportare la giusta componente idrofila e lipofila alla cute, per mantenerla in buono stato, idratata ed elastica. Una cute idratata è sicuramente una cute sana.
Rachele Villa








