
Gloria Trocchi
Le complicanze da filler non sono molto frequenti, si è però verificato un incremento negli ultimi anni, considerando anche l’aumento del numero dei trattamenti estetici eseguiti
I filler sono le metodiche terapeutiche maggiormente utilizzate in medicina estetica. Sono generalmente ben tollerati, ma possono occasionalmente dare origine a effetti collaterali o eventi avversi. Le complicanze più gravi sono rappresentate da quelle vascolari, che devono essere prontamente gestite. Ne abbiamo parlato con Gloria Trocchi, medico estetico, specialista in medicina interna, vicepresidente della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime).
Dottoressa Trocchi, quali sono le principali complicanze da filler?
Possiamo distinguere le complicanze da filler in precoci e tardive, ma come pubblicato recentemente preferiamo suddividerle in complicanze lievi, moderate e gravi (1).
Le complicanze di grado lieve sono rappresentate da ecchimosi, rossore, edema; generalmente a insorgenza immediata, si risolvono spontaneamente in 24-48 ore senza sequele. Le complicanze di grado moderato, quali ipercorrezione, infezione batterica o virale, ipersensibilità, noduli non infiammatori, possono essere sia precoci che tardive, la loro risoluzione richiede un intervento da parte dello specialista e somministrazione di terapia adeguata. Infine, le complicanze di grado grave (queste ulteriormente suddivise tra precoci e tardive) sono rappresentate da complicanze vascolari, edema e noduli infiammatori tardivi, che richiedono un intervento specifico da parte dello specialista, e possono lasciare in alcuni casi segni permanenti.
Come si possono prevenire le complicanze?
Per evitare l’insorgenza di effetti collaterali o eventi avversi è importante effettuare un’accurata raccolta della storia clinica del paziente, valutare la presenza di eventuali allergie, le condizioni cliniche pregresse e attuali, eventuali recenti procedure odontoiatriche e chirurgiche, procedure vaccinali e terapie farmacologiche in atto. È fondamentale inoltre considerare anche i trattamenti di medicina estetica o chirurgia plastica ai quali il paziente si è sottoposto in precedenza; in assoluto risulta una controindicazione il trattamento in distretti trattati precedentemente con filler di natura permanente.

Paziente con infezione del distretto della guancia con estensione fino all’area sottorbitaria. La paziente è stata drenata e trattata farmacologicamente fino a completa risoluzione
Quali informazioni sono necessarie per il paziente?
Prima e dopo il trattamento bisogna porre particolari attenzioni. E’ opportuno far firmare al paziente il consenso informato, fornendo indicazioni sulla procedura, sui vantaggi e sugli eventi indesiderati che possono verificarsi. Dopo il trattamento è opportuno: non esporsi al sole od a condizioni climatiche estreme, a lampade abbronzanti, evitare di truccarsi nelle ore successive, di massaggiare la zona di impianto o di esercitarvi una pressione per alcuni giorni dopo il trattamento, e nel caso in cui dovessero insorgere effetti non previsti, è importante informare immediatamente il medico.
Cosa si può fare quando si verificano eventi avversi gravi come compromissioni vascolari, noduli infiammatori o edemi tardivi?
Chiaramente queste rappresentano reazioni che devono prima di tutto essere riconosciute e gestite, secondo le indicazioni del medico.
Come riconoscere una complicanza vascolare?
Solitamente la complicanza vascolare si evidenzia già durante il trattamento. In tal caso, il paziente spesso riferisce dolore urente e, talvolta, si può manifestare uno sbiancamento del distretto interessato.
In altre condizioni compare livedo reticularis, indicativa del danno vascolare. In questa condizione è importante trattare il distretto interessato con la ialuronidasi, secondo le indicazioni pubblicate sul lavoro di De Lorenzi pubblicato su Aesthetic Surgery Journal (2).
L’obiettivo del trattamento è quello di utilizzare tale sostanza per dissolvere l’ostruzione (o la compressione) inondando i tessuti, frammentando l’acido ialuronico ed evitare esiti gravi.
Se non trattato, il paziente nei giorni successivi può manifestare vescicolazione, seguita poi da evoluzione crostosa, fino alla possibile evoluzione necrotica.
Suggerisco, inoltre, di trattare il paziente con ialuronidasi, eventualmente anche nei giorni successivi al trattamento in caso di comparsa di sintomi da complicanza vascolare.
Come deve essere attrezzato lo studio medico per prevenire e trattare queste complicanze?
Come qualsiasi studio medico in cui si effettuano terapie che possono comunque dare eventi avversi, con il rispetto delle normative igienico-sanitarie.
Che consigli si sente di dare ai suoi colleghi?
La formazione di tipo specialistico è fondamentale, con un percorso ampio, completo, quadriennale come la maggior parte delle scuole di specializzazione.
Renato Torlaschi
Bibliografia
1. Trocchi G, Bertossi D, Cammarata RA, et al. Consensus report sulla classificazione, prevenzione, diagnosi e trattamento delle complicanze gravi da filler di acido ialuronico Esperienze Dermatologiche 2019 Giugno;21(2 Suppl 1):1-8.
2. De Lorenzi C. New High Dose Pulsed Hyaluronidase Protocol for Hyaluronic Acid Filler Vascular Adverse Events. Aesthetic Surgery Journal 37.7 2017, 814-825.








