
Roberta D’Emilio
Attraverso il rilassamento mirato dei muscoli mimici, il trattamento full face con tossina botulinica mira a distendere le rughe e a ridare freschezza dell’intero volto. Protocolli personalizzati abbinati a tecnica e dosaggio corretti offrono risultati naturali ed espressivi
Il trattamento full face con tossina botulinica rappresenta oggi una delle espressioni più avanzate della medicina estetica, in cui tecnica, conoscenza dell’anatomia dinamica ed esperienza clinica si intrecciano per ottenere risultati efficaci ma naturali. Ne parliamo con Roberta D’Emilio, medico estetico e membro del consiglio direttivo dell’Associazione italiana terapia estetica botulino (Aiteb), che ci guida attraverso criteri di dosaggio, gestione degli effetti collaterali, scelte tra le diverse formulazioni di tossina e prospettive future di questa procedura in continua evoluzione.
Dottoressa D’Emilio, nel trattamento full face con tossina botulinica come si può stabilire il “giusto dosaggio”?
La terapia con tossina botulinica è sempre altamente personalizzata e quindi prevede un’attenta osservazione statica e dinamica della muscolatura del viso e del collo per valutarne l’opportunità di trattamento e anche le dosi di farmaco da utilizzare per ogni area.
In linea generale ci sono, per ogni muscolo, le dosi minime e massime da poter utilizzare che troviamo pubblicate nella letteratura internazionale validata.
In ogni caso l’esperienza del medico è fondamentale per scegliere le giuste dosi per ogni paziente. Per evitare errori è comunque preferibile utilizzare sempre le dosi minime efficaci con l’opzione di aggiungere farmaco in caso risultassero non sufficienti durante la visita di controllo.
Il trattamento dell’intero viso spesso preoccupa i pazienti per il rischio di un effetto “congelato”. Come si possono mantenere naturalezza ed espressività pur intervenendo su più distretti?
In verità la procedura full face con tossina botulinica non genera un effetto congelato se ben condotto, perché tende a modulare i movimenti di tutto il viso e del collo senza generare un vero blocco. Nella moderna visione dell’uso del botulino è fondamentale puntare a un risultato che si definisce di miomodulazione, che lavora nel tempo come una fisioterapia regolando i rapporti dei movimenti tra muscoli agonisti e antagonisti, che devono ritrovare un nuovo equilibrio.
Quali sono gli effetti collaterali più comuni dopo un trattamento full face?
Gli effetti collaterali più comunemente visibili dopo una procedura full face sono certamente le piccole o grandi ecchimosi, gli arrossamenti e gonfiori nei punti iniettivi che generalmente scompaiono velocemente e spontaneamente. Seguono le asimmetrie motorie come quelle delle sopracciglia e del sorriso e la ptosi della palpebra con conseguente asimmetria nell’apertura degli occhi. Nella maggior parte dei casi hanno una rapida risoluzione con un piccolo ritocco; la risoluzione della ptosi palpebrale può richiedere più tempo, ma tramite l’uso di particolari colliri e/o piccoli ritocchi fatti dal medico può esserne mascherata la visibilità sino alla completa risoluzione.
È assolutamente importante che i pazienti sappiano che gli effetti del botulino sono sempre transitori e reversibili, pertanto le eventuali complicanze vanno sempre in risoluzione.
Accanto agli effetti indesiderati visibili possono esserci quelli invisibili agli altri ma percepiti dal paziente stesso, come ad esempio la sensazione di sentire trazione a livello del collo, resistenza ad alcuni movimenti o transitorie difficoltà nella pronuncia delle labiali. Generalmente sono legati alla prima procedura iniettiva, scompaiono nel giro di due/quattro settimane e già alla seconda procedura molto spesso non compaiono più, perché nel frattempo il paziente ha modulato i suoi movimenti e tende a non riproporre il precedente schema motorio.
Quali sono gli errori tecnici che più frequentemente possono compromettere il risultato o generare complicanze?
La procedura con tossina botulinica prevede una conoscenza non solo della semplice anatomia dei muscoli del viso e del collo, ma necessita di una profonda conoscenza dell’anatomia dinamica e dei rapporti tra tutti i muscoli, visto che i loro movimenti sono sempre derivati dai complessi e contemporanei movimenti di muscoli agonisti e antagonisti. Da ciò si deduce che molti degli errori derivano da una carenza di considerazioni della complessità anatomica del viso e del collo e da imprecisioni iniettive che non considerano i rapporti di estrema vicinanza tra i vari muscoli, in particolare nella parte inferiore del volto.
Le imprecisioni iniettive possono riguardare i siti, quando si intercettano muscoli che non dovrebbero essere indeboliti, oppure le dosi o le diluizioni non corrette che generano eccessivi o insufficienti effetti di rilassamento muscolare.

Trattamento full face con tossina botulinica: immagini pre e
post-trattamento in massima contrazione del collo in una paziente donna di 64 anni. Le foto sono state scattate a distanza di tre settimane l’una dall’altra. Si osserva un effetto distensivo su viso e collo senza comprometterne la naturale mobilità, con miglioramento e distensione delle rughe dinamiche e una maggiore definizione della linea mandibolare e dell’area zigomatica
Quali sono le principali differenze fra le tossine più recenti e quelle storicamente utilizzate, e cosa cambia di fatto nella pratica clinica quotidiana?
La parte attiva della tossina botulinica è identica per tutti i farmaci attualmente in uso ed è una tossina botulinica di tipo A1 per tutte le formulazioni.
Quello che cambia è la composizione degli eccipienti e le modalità di conservazione e preparazione dei vari e diversi farmaci a base di botulino.
Accanto alle formulazioni più “classiche”, che sono quelle da preparare aggiungendo soluzione fisiologica, esistono oggi due formulazioni liquide già pronte all’uso in due preparati con diverse concentrazioni.
Esistono formulazioni prive delle cosiddette “proteine accessorie” e altre prive anche di albumina, che è un eccipiente presente in quasi tutte le tossine.
Esiste una formulazione che, sino alla ricostituzione con soluzione fisiologica, può essere conservata a temperatura ambiente fino a 26 °C, mentre tutte le altre tossine vanno invece conservate in frigorifero.
Le differenze che possono farci scegliere un farmaco piuttosto che un altro sono in realtà le indicazioni approvate, i limiti di età e infine la valutazione medica per ogni paziente, che può portarci a decidere di usare una formulazione piuttosto che un’altra.
Nella pratica clinica quotidiana avere diverse formulazioni a disposizione aumenta le nostre possibilità di personalizzazione al fine di raggiungere sempre la massima soddisfazione nei nostri pazienti.
Guardando al futuro, quali evoluzioni si aspetta nella gestione del trattamento full face? Più personalizzazione, protocolli predittivi oppure nuove formulazioni di tossina?
Mi aspetto che la procedura full face possa essere interamente condotta senza più dover fare ricorso alla legge dell’off label (legge Di Bella) che attualmente ci obbliga a un surplus di spiegazioni e giustificazioni, che a volte possono portare via molto tempo nel corso della prima visita. Inoltre mi aspetto che anche il mondo medico possa aprirsi a questo nuovo modo di utilizzare questo farmaco e che ne possa apprezzare gli effetti positivi sia come unica procedura ma anche come adiuvante di molte altre procedure medico estetiche e chirurgiche.
Considerando che la ricerca medica a tutt’oggi si occupa di studiare ancora il botulino, sarebbe auspicabile vedere nuovi farmaci comparire che possano rispondere alle esigenze che le nuove tecniche iniettive richiedono. Per esempio, sarebbe auspicabile avere in futuro la possibilità di usare diversi farmaci per diversi muscoli magari con gradazioni diverse di potenza o durata. Le tossine ingegnerizzate sono già in parte realtà nel mondo della ricerca, così come gli studi di nuovi sierotipi (come il sierotipo E) e quindi non è troppo lontano dalla realtà sperare nei prossimi anni in novità importanti.
Renato Torlaschi








