
Bianca Maria Piraccini
Numerose sono le lesioni che possono interessare l’unghia. La dermoscopia dell’unghia, metodica non invasiva, consente di effettuare specifiche diagnosi
L’apparato ungueale può presentare diverse lesioni. È importante la prima osservazione “a secco” per visualizzare le alterazioni di superficie ma, in alcuni casi, è opportuno approfondire attraverso l’ecografia. Quando può rivelarsi davvero utile e quali lesioni è in grado di identificare meglio?
Ne parliamo con la professoressa Bianca Maria Piraccini, UO di Dermatologia, dipartimento di medicina specialistica diagnostica e sperimentale dell’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.
Professoressa Piraccini, lesioni ungueali: quali sono e come osservarle in maniera corretta?
L’unghia è una struttura molto complessa e sono numerose le lesioni che possono interessarla. Tra le più frequenti, occorre menzionare l’onicomicosi, cioè l’infezione fungina dell’unghia, che si evidenzia con una colorazione giallastra-marrone della lamina ungueale che risulta ispessita. Sono spesso colpite più unghie con coinvolgimento dell’infezione a livello cutaneo, la cosiddetta tinea pedis caratterizzata da una fine desquamazione plantare o da macerazione interdigitale.
In questo caso, l’esame obiettivo del paziente è fondamentale, unito all’onicoscopia e alla conferma della presenza e del tipo di fungo tramite esame micologico.
Le lesioni ungueali possono essere anche di natura infiammatoria. Tra queste, ricordiamo la psoriasi ungueale e il lichen ungueale. La psoriasi è una malattia che colpisce tipicamente la cute, ma può interessare anche le unghie con aspetti caratteristici come il pitting ungueale, il distacco di parte della lamina dal letto dell’unghia (onicolisi) e le chiazze salmone. Tutti questi segni sono ben riconoscibili con l’onicoscopia.
Il lichen ungueale è invece una malattia che determina una cicatrice sulle unghie e per questo è importante una diagnosi precoce per intraprendere la terapia.
Le unghie possono essere colpite anche da una pigmentazione scura. In tal caso bisognerà distinguere se si tratta di una pigmentazione non dovuta a melanina, per esempio un semplice ematoma subungueale, o dovuta a melanina, la cosiddetta melanonichia. Quest’ultima può essere benigna o maligna e pertanto va adeguatamente indagata: in questo senso, ancora una volta, l’onicoscopia è fondamentale.
Infine, l’unghia può essere colpita da tumori benigni, come l’onicopapilloma, l’onicomatricoma, il tumore glomico, o maligni, come il carcinoma squamocellulare.
Molti di questi tumori sono ben riconoscibili all’esame clinico a un occhio esperto, per altri invece, come il tumore glomico, la conferma avviene tramite risonanza magnetica. Per tutti è necessaria la conferma istologica.
Onicoscopia: in quali casi si rivela essere davvero importante?
Con il termine di onicoscopia si intende la dermoscopia dell’unghia, un esame semplice, non invasivo, che consente non solo di effettuare specifiche diagnosi ma anche di effettuare il follow-up del paziente. Essa è certamente fondamentale nel caso di pigmentazione ungueale, poiché consente di distinguere tra pigmentazione non melanica (come ad esempio un ematoma subungueale o una sovrainfezione da Pseudomonas aeruginosa, un particolare batterio che determina una colorazione verdastra delle unghie) da una pigmentazione melanica.
Grazie all’onicoscopia possiamo in questo modo orientarci su due versanti.
Questa metodica è inoltre utilizzata oggi anche per differenziare i diversi tipi di onicolisi: quella frastagliata dell’onicomicosi, ad esempio, è diversa da quella causata dalla psoriasi che è invece tipicamente caratterizzata da un orletto eritematoso.
Inoltre, alcuni tumori ungueali hanno un pattern diagnostico: un esempio tipico è l’onicomatricoma caratterizzato da un aspetto “ad alveare” al margine libero dell’unghia.
Diagnosi di melanonichia: sindrome di Langer-Hunziker, farmaci, traumatismi, correlazione con alterazioni endocrine. Come distinguerle per una corretta valutazione?
In caso di melanonichia, la prima valutazione da fare è se si tratti di melanina oppure no.
La seconda valutazione, in caso di pigmentazione melanica, è valutare quante unghie siano affette. Infatti, diverse condizioni possono causare quella che è definita “attivazione melanocitaria” con pigmentazione marrone di più unghie.
Questo è il caso di molti farmaci, specie chemioterapici, di alcune malattie endocrinologiche, come la malattia di Addison o lo stato di gravidanza, o sindromi come quella di Laugier-Hunziker, nella quale, oltre alle unghie, anche la mucosa orale e genitale presentano pigmentazione in macule. Successivamente è utile valutare se vi siano condizioni che possono causare tale attivazione: ad esempio, chi soffre di onicotillomania (il comune “mangiarsi le unghie”) può causare involontariamente un’attivazione dei melanociti della matrice dell’unghia che normalmente sono quiescenti.
Per una corretta valutazione, a mio avviso, è fondamentale raccogliere nel dettaglio l’anamnesi personale del paziente e guardare bene tutte le unghie, non solo quella che il paziente ci mostra perché lo preoccupa di più. Questi dati, uniti all’onicoscopia, ci forniranno una precisa indicazione.
Quali sono i principali parametri da considerare per la diagnosi di melanoma ungueale?
In caso di sospetto melanoma ungueale, i parametri da considerare sono tre: parametri clinici, dermoscopici e istologici.
Nel caso dei primi, si segue la cosiddetta regola ABC, che valuta l’età del paziente, il colore della banda, la sua ampiezza e i suoi bordi, il cambiamento nel tempo, il dito colpito, l’estensione del pigmento ai tessuti circostanti (segno di Hutchinson) e la storia familiare.
I parametri dermoscopici valutano il colore della banda, le linee (interrotte, non parallele), i bordi, le alterazioni della lamina ungueale e la pigmentazione della cute periungueale (microsegno di Hutchinson, non visibile ad occhio nudo).
Infine, i parametri istologici comprendono lo spessore di Breslow, lo spessore di infiltrazione, il numero di mitosi, la presenza di regressione e ulcerazione.
Tutti questi parametri sono fondamentali per una diagnosi di certezza.
Ematoma subungueale: escludendo la melanonichia, è opportuno effettuare ulteriori analisi cliniche-dermoscopiche?
In caso di un ematoma subungueale, è importante capire la causa dello stesso (ad esempio un trauma, una calzatura troppo stretta, ecc.) e cercare di correggerlo.
È inoltre utile la valutazione mediante onicoscopia per considerare l’eventuale concomitanza di un’onicomicosi: in tal caso un prelievo microbiologico confermerà la diagnosi.
Non occorrono a mio avviso ulteriori indagini.
Lucia Oggianu
Le unghie dei piedi Manuale pratico per la gestione delle onicopatie










