
Francesco Romeo
Alcuni dei più importanti esperti in materia affrontano nel dettaglio le tematiche che possono interessare lo sguardo, non solo aspetti medici e chirurgici, ma anche psicologici, cosmetologici, storico-artistici e molto altro
«Parlare dello sguardo significa aprire una finestra su un panorama infinito tra forme ed espressioni. Un argomento così vasto ha bisogno di competenze reali, profonde, per questo motivo ho voluto coinvolgere numerosi colleghi che quotidianamente si dedicano specificatamente agli argomenti che abbiamo trattato in questo libro, così da poter dare il meglio e poter mettere a disposizione di tutti le nostre competenze, frutto di tanti anni di esperienza». Con queste parole Francesco Romeo, Specialista in Chirurgia e Medicina Estetica, presenta il volume Lo sguardo. Esperienze multidisciplinari avanzate, edito da Griffin-Acta Medica, da lui ideato e coordinato. «Un testo da leggere, studiare o sfogliare per trovare le risposte a molte domande, consapevoli del fatto che lo sguardo è bene gestirlo in un sottilissimo confine fra scienza e arte».
Dottor Romeo, a chi si rivolge questo nuovo libro?
Se dovessi rispondere con una parola, pensando alla vastità dell’argomento, a quanto sia intrigante e a come è stato ampiamente affrontato, direi “a tutti”. Di fatto questo libro è stato pensato e realizzato per poter essere un importante punto di riferimento per i medici e i chirurghi che si confrontano con lo sguardo, sia che questo confronto avvenga nella quotidianità, per poter ritrovare dettagli nei tanti argomenti trattati, sia che si voglia approfondire uno o più argomenti e vederli attraverso l’esperienza di autori esperti. Nel libro sono presenti capitoli apparentemente distanti dall’essere utili nelle normali giornate lavorative, in effetti ritengo che proprio gli argomenti che fanno da corollario ai capitoli di utilità quotidiana rappresentino un raro valore aggiunto, permettendo di potersi confrontare con lo sguardo da prospettive diverse, da qui il poter pensare che questo libro sia proprio per tutti.
Il ringiovanimento dello sguardo è una questione articolata: perchè l’approccio deve essere multidisciplinare?
La multidisciplinarietà rappresenta un elemento imprescindibile nella nostra attività lavorativa. Trattare lo sguardo con un approccio multidisciplinare non è semplicemente circondarsi di più figure professionali che possano integrarsi reciprocamente. La multidisciplinarietà ha come presupposto la vasta competenza del medico chirurgo di riferimento di ciascun paziente. Dalla semplice osservazione diretta, dalla difficile interpretazione delle problematiche presenti nello sguardo si arriva, con passi più o meno articolati, a quello che può essere un trattamento opportuno e mirato, considerato che lo sguardo è espressione di sentimenti e sensazioni, che lo sguardo parla e dice di noi cose che spesso non sappiamo, non vogliamo, non possiamo dire. Solo attraverso una disamina attenta, precisa e appassionata si possono consigliare dei protocolli terapeutici adeguati alle necessità e alle aspettative dei pazienti.
Fino a pochi anni fa il ringiovanimento dello sguardo passava per forza dalla chirurgia. Come è cambiato oggi l’approccio?
L’aver capito gran parte dei meccanismi di invecchiamento tissutale e aver studiato a lungo la fisiognomica anche nelle diverse etnie ha portato ad adattare e confezionare su misura il trattamento più adeguato. Ovviamente alla base di ciò c’è la cultura e la sensibilità del professionista di riferimento. Ampio spazio trovano, senz’altro, la medicina rigenerativa e gli atteggiamenti conservativi. Siamo molto lontani infatti da approcci aggressivi, anche se questi ultimi mantengono una loro rilevanza solo in casi selezionati contrariamente a quanto avveniva in passato quando rappresentavano l’unica strategia terapeutica. Lo sguardo rappresenta una grande occasione comunicativa, pertanto aiutare a ringiovanire lo sguardo o a mantenerlo giovane è una grossa responsabilità. È quindi importante prendere coscienza di questa responsabilità e non banalizzare l’argomento. L’esempio più lampante che mi viene da fare è proprio legato all’utilizzo di tecnologie avanzate che, se utilizzate in maniera impropria o senza la corretta indicazione, possono creare danni di difficile riparazione, così come approcci medici e/o chirurgici impropri possono condurre a risultati evidentemente peggiorativi. I principi medici sono sempre gli stessi: corretta diagnosi e terapia adeguata. Ecco qui che la conoscenza è alla base della nostra professione, perché come è noto il medico diagnostica ciò che sa.

Vascolarizzazione e innervazione dell’area palpebrale. Illustrazioni di Massimiliano Crespi dal volume “Lo Sguardo”
Filler e tossina botulinica trovano ampio impiego nella correzione degli inestetismi della regione perioculare, quali sono le indicazioni?
L’industria farmaceutica, le tecnologie, l’esperienza ormai lunga di tanti anni ci hanno dotati di strumenti come filler e tossina botulinica realmente imprescindibili nella pratica lavorativa. Averne una buona dimestichezza porta a utilizzi che conducono a risultati entusiasmanti, raggiunti talvolta in maniera agile e sorprendente per il paziente. Vorrei precisare, in particolare per la tossina botulinica, che ridurla a un farmaco che riduce o toglie le rughe è veramente un’ingiusta banalizzazione. La tossina botulinica è un grande farmaco e uno strumento utilissimo in particolare per lo sguardo e per le sue capacità di renderlo, in mani sapienti, più significativo e intenso, togliendo stanchezza e tristezza, ammorbidendolo. I filler offrono un grande contributo, soprattutto scegliendo caratteristiche reologiche precise per ogni tipo di trattamento che intendiamo fare, lavori di rifinitura, ripristino di volumi. Anche il sopracciglio ha un ruolo importante nello sguardo, si dice che lo incornici. Purtroppo assistiamo ancora oggi a trattamenti impropri come tatuaggi che avrebbero la pretesa di collocare il sopracciglio in altra sede, spesso inopportuna, e dando forme e colorazioni fantasiosamente poco gradevoli.
Quali sono le opzioni per correggere una palpebra superiore svuotata da un precedente intervento troppo aggressivo o semplicemente dall’invecchiamento o vuota per ragioni congenite?
Grazie per questa domanda che già contempla le varie forme di svuotamento della palpebra superiore, anche se lo svuotamento post-chirurgico ha caratteristiche diverse se semplicemente dovuto alla fisiologica evoluzione data dall’aging associato a un intervento ben condotto o dovuto viceversa a un intervento aggressivo con resezione e asportazione del prezioso grasso perioculare. Trattandosi di svuotamento, come è intuitivo, è necessario compensarlo. Per qualsivoglia motivo sia avvenuto lo svuotamento, familiarità, comune aging o intervento chirurgico più o meno aggressivo, la rivolumizzazione è la vera soluzione. Ciò può avvenire con il proprio grasso che, ridotto a micro-nano dimensioni, può essere iniettato in sede perioculare con precisione o con acido ialuronico dotato di buona elasticità piuttosto che di viscosità, con il quale si può ripristinare il volume depleto con impianto in sede specifica.
Rachele Villa

Ringiovanimento della palpebra superiore con [U.E.F.A.] technique
Il ringiovanimento dello sguardo con acido ialuronico è una procedura che deve essere ben appresa ed è necessario avere ben chiare le idee dal punto di vista diagnostico prima di procedere. La tecnica utilizzata da Francesco Romeo nel ringiovanimento della palpebra superiore è nota in letteratura scientifica con l’acronimo di [U.E.F.A.] technique (Upper Eyelid Filling Approach).
In questo caso di paziente femmina di 28 anni con occhio scavato di Classe I, l’area di cute pretarsale è molto ampia e il rapporto cute presettale/cute pretarsale (S/t) è invertito in quanto S<t. È evidente la assenza di pieghe cutanee. La cute presettale ricopre la cornice ossea e la cute pretarsale raggiunge il recesso palpebrale senza disegnare il solco palpebrale superiore (SPS). Nel post-trattamento (in basso), fotografato dopo due mesi, il rapporto di quantità S/t è corretto con S>t e il volume dell’area presettale è valido e ben proiettato.








