Lo scorso 2 luglio il Question Time al Senato ha affrontato un tema che riguarda direttamente la sicurezza dei pazienti: un’interrogazione dei senatori Pucciarelli, Cantù e Romeo ha chiesto al ministro della Salute Orazio Schillaci un rafforzamento delle regole e dei controlli nel settore della medicina estetica.
«Dietro ogni intervento di medicina estetica c’è una persona vera, spesso giovane, spesso convinta da una pubblicità magari vista su Instagram la sera prima» ha esordito Schillaci. I numeri confermano la serietà del fenomeno e il Ministero lo segue da tempo. Nel primo semestre di quest’anno il Comando dei carabinieri per la tutela della salute ha effettuato 777 controlli su centri e ambulatori estetici. «I numeri ci dicono che i controlli ci sono e funzionano, ma i controlli da soli non bastano – ha dichiarato il ministro -. Il problema di fondo è che questo settore per anni non ha avuto una specifica normativa e senza una normativa non c’è neanche un percorso formativo obbligatorio uguale per tutti: chiunque o quasi poteva definirsi esperto di medicina estetica. Per la chirurgia plastica estetica nel privato la soglia va ancora alzata: potrà esercitarla solo chi ha la laurea in medicina e una specializzazione di area medica, oppure chi già opera da anni con una casistica operatoria comprovata di almeno sette anni verificata dall’ordine professionale, non un’autocertificazione».
A questo si aggiunge la circolare dello scorso 11 maggio, con la quale il Ministero è intervenuto limitando la vendita dei filler a uso iniettivo ai soli professionisti sanitari qualificati.
Schillaci ha infine accolto favorevolmente la proposta di istituire un tavolo tecnico istituzionale, con l’obiettivo di raccordare le competenze dei diversi attori coinvolti per contrastare l’esercizio abusivo della professione e garantire una corretta informazione al cittadino.
«È chiaro che rimangono ancora cose da fare – ha concluso Schillaci –, ma la direzione è quella giusta: più formazione, più trasparenza, meno spazio per chi gioca con la salute delle persone per fare cassa sui social e su questo vi posso assicurare che il Ministero non abbasserà la guardia».








