I protocolli “pelle a tutto spessore” raggruppano vari approcci terapeutici che hanno come denominatore comune l’applicazione di pure HA, skincare di grado medicale sterile, per potenziare o ottimizzare i risultati clinici. Personalmente, per il trattamento di cuti foto o crono danneggiate ho adottato e messo a punto un protocollo in sinergia con trattamenti ambulatoriali che utilizzano energia (IPL e laser CO2) per offrire ai miei pazienti risultati migliori in tempi brevi e con il minor disagio possibile.
Valutazione iniziale con software
Il mio approccio terapeutico si basa su una valutazione iniziale del grado di photoaging. Per questo utilizzo un software con Sistema imaging che mi permette di definire il piano terapeutico, di documentare lo stato iniziale e di evidenziare man mano i livelli di miglioramento ottenuti dai trattamenti. Procedo quindi nella scelta dei materiali e definisco il piano terapeutico.
Scelta dell’energy based device
Per i miei protocolli di ringiovanimento scelgo normalmente fra due tipologie di energy based device: IPL o laser CO2.
Opto per il trattamento con IPL nei pazienti che presentano:
– grado di photoaging basso (I – II – III);
– teleangectasie superficiali e/o rosacea;
– lentigo solari;
– cute spessa;
– pelle acneica o seborroica.
Scelgo di utilizzare il laser CO2 con il manipolo frazionato quando i pazienti presentano:
– grado di photoaging elevato (III – IV);
– pelle sottile senza teleangectasie superficiali;
– presenza di cicatrici post-acneiche;
– paziente già trattato precedentemente con altre tecnologie laser o di resurfacing (radiofrequanza frazionata).
La preparazione della cute al trattamento con infiltrazione di HA potenziato
Partendo dal presupposto che per la trasmissibilità dell’energia è fondamentale la presenza di acqua nei tessuti, ma considerando che il turgore nei pazienti con cuti crono o foto-invecchiate è ridotto, ritengo particolarmente importante preparare la pelle iniettando nel derma profondo Saypha Rich di Croma Pharma, una formulazione fortemente idratante a base di acido ialuronico naturale potenziato da glicerolo (fig.1).
Dalla letteratura sappiamo che l’acido ialuronico (HA) svolge le sue azioni biologiche secondo due meccanismi di base: un meccanismo passivo e un meccanismo di signaling attraverso la sua interazione attiva con diverse ialoaderine extracellulari. Il meccanismo passivo è correlato alle proprietà fisico-chimiche di un HA ad alto peso molecolare (quello che viene utilizzato nel protocollo ha un peso molecolare di 3 mio Dalton), infatti, grazie alle sue dimensioni macromolecolari, alla sua marcata igroscopicità e viscoelasticità è in grado di modulare l’idratazione dei tessuti, l’equilibrio osmotico e le proprietà fisiche della matrice extracellulare, strutturando uno spazio extracellulare idratato e stabile. L’acido ialuronico ad alto peso molecolare inoltre preserva le strutture cellulari in quanto, durante le risposte infiammatorie che producono una notevole quantità di ROS, le protegge degradandosi e riducendo anche lo stato infiammatorio. Il glicerolo, molecola endogena naturale, potenzia l’azione idratante dell’acido ialuronico e la sua permanenza nei tessuti in quanto, stabilizzandolo attraverso legami H, lo protegge e lo preserva dalla veloce degradazione causata da RL, enzimi, pressioni meccaniche e variazioni termiche.
Dopo una settimana dalla sessione iniettiva: la sessione con IPL o CO2
La terapia con IPL o a luce pulsata ha come obiettivo il derma quindi non ha funzione ablativa e non altera l’epidermide. Il trattamento dura circa 30 minuti, il vantaggio di questa procedura consiste nella minima invasività e velocità che permette al paziente di sottoporsi senza particolare disconfort o tempi di recupero. In base alla valutazione iniziale, scelgo l’intensità da utilizzare: nei pazienti con fototipo basso (I – II) imposto 500 nanometri a 8 J/cm2 mentre nei pazienti con fototipo più alto (III –IV) imposto 6.5-7 J/cm2. Per il trattamento con laser CO2 utilizzo spot da 12-18mm a 8/10 Watt (in base alle condizioni cliniche della cute del paziente), in questo caso il disconfort è riportato soprattutto nelle ore successive al resurfacing dello strato epidermico (fig. 2).
Ridurre l’infiammazione immediatamente post-procedura
Per diminuire lo stato infiammatorio provocato dai due diversi sistemi di energy devices (dal calore prodotto a livello dermico o dall’ablazione degli strati superficiali) applico immediatamente dopo la procedura pure HA, uno skincare di grado farmaceutico in forma di gel sterile dalla composizione minimalista e cioè formulato esclusivamente da una elevata concentrazione di ialuronato di sodio (1,8%), glicerina, fosfato disodico e acido citrico. L’assenza di eccipienti mi permette di applicarlo su cute lesa per attenuare immediatamente lo stato infiammatorio. Il tempo di posa è di circa 20 minuti dopo luce pulsata e di circa 5 max 10 minuti dopo Laser CO2. Dopo il risciacquo applico nel caso di trattamento ablativo un unguento specifico per scottature e una crema a base di ossido di zinco. Il paziente potrà proseguire poi a casa, applicando ogni mattina per circa 5-7 giorni pure HA con un tempo di posa di circa 15-20 minuti per migliorare l’efficacia clinica complessiva (fig. 3).
Il protocollo con luce pulsata prevede più cicli in base agli obiettivi da raggiungere e alle condizioni iniziali del paziente.
Il follow-up
Al controllo effettuo sempre una valutazione dei risultati con metodica d’acquisizione immagini che mi permette di analizzare e quantificare il grado di miglioramento ed eventualmente di rimodulare il piano terapeutico che può prevedere la programmazione di un secondo ciclo completo o delle sessioni iniettive di Saypha Rich e applicazione bisettimanali di pure HA come mantenimento (fig. 4).
Penso che una medicina estetica di qualità debba offrire ai pazienti risultati estetici e sicurezza clinica ma anche il maggior comfort possibile durante e dopo le procedure ambulatoriali. La scelta di adottare il protocollo Pelle a tutto spessore in sinergia ai trattamenti con emissione di energia, completa e ottimizza il mio approccio medicale.
L’attenzione al paziente comprende anche poter misurare e condividere con lui il miglioramento progressivo attraverso una valutazione documentabile di imaging-reporting e, infine, avere sempre presente che il suo grado di soddisfazione rappresenta per me l’ago della bilancia del mio successo professionale.

Fabrizio Vignoli
Medico Estetico, Bologna








