
Andrea Lazzarotto
La ridefinizione dell’estetica del volto con questa innovativa tecnica si basa sullo studio del profilo del viso analizzato a 45°, andando oltre la classica visione laterale e prendendo in considerazione regioni anatomiche che rivestono un ruolo determinante
Si chiama “social” profiloplastica ed è un modo innovativo di interpretare la classica profiloplastica. A mettere a punto questa definizione, codificandone tecniche iniettive e approccio, è Andrea Lazzarotto, chirurgo estetico, specialista in chirurgia maxillo-facciale, che sull’argomento ha realizzato uno studio scientifico pubblicato sulla rivista internazionale Facial Plastic Surgery [1]. L’aspetto innovativo e moderno consiste nel prendere in considerazione il volto a 45°, in una visione a tre quarti e non solo ed esclusivamente di profilo come nella comune profiloplastica, consentendo di avere un approccio più armonico nella ridefinizione e nell’ottimizzazione dell’estetica del viso. L’aspetto “social” si inquadra nel contesto di continua crescita tra i pazienti di richieste per procedure mininvasive, che permettono di ottenere risultati in tempi rapidi e con minimi tempi di recupero, per apparire al meglio sui social network, dove le immagini pIù diffuse sono pubblicate soprattutto con un’inclinazione del viso a tre quarti. Nella “social” profiloplastica si includono cinque aree di trattamento per ottenere un ringiovanimento ottimale del volto, che con la classica profiloplastica non venivano considerate, in particolare: tempie, coda del sopracciglio, zigomo, regione naso-labiale e profilo mandibolare. Per ciascuna area lo studio fornisce una descrizione con considerazioni anatomiche, dangerous zone e tecniche iniettive.
Dottor Lazzarotto, cosa si intende con social profiloplastica?
Con il termine profiloplastica si intendono tutte quelle procedure, mediche o chirurgiche, atte ad armonizzare e apportare un miglioramento estetico del profilo del volto. Nella “classica” profiloplastica, si considera la visione laterale della persona e gli elementi del viso oggetto di intervento sono: la fronte, il naso, le labbra e il mento. Con il termine “social profiloplasty” si vuole descrivere una visione più moderna e innovativa basata sullo studio del profilo del viso analizzato a 45°, che corrisponde al modo in cui ci si pone davanti agli altri o ci si fa ritrarre per essere più belli, soprattutto nelle foto sui social.
Da dove nasce questa definizione?
Ho preso in considerazione le immagini pubblicate sui social dai principali influencer e dai vip, ma anche dalle persone comuni, e ne è emerso che gran parte delle foto non sono in visione frontale o laterale, ma a tre quarti. Da qui viene il nome “social” profiloplastica, anche se in realtà è un approccio che appartiene a diversi settori e che affonda le radici ben più lontano nel tempo: nella fotografia professionale questo tipo di posa è il cosiddetto “profilo sociale”. Anche nella storia dell’arte, nei principali dipinti e sculture, la maggioranza dei volti è inclinata a 45°. Lo stesso accade nelle riviste patinate nazionali e internazionali: nelle copertine il volto è spesso a tre quarti. Diciamo quindi che è una visione che nasce molto prima dei social, scelta per esaltare la bellezza di un volto.
Cosa cambia con questo approccio rispetto alla profiloplastica tradizionale? E con quali vantaggi?
Questo approccio prende in considerazione aree del volto differenti, che hanno un ruolo importante nell’estetica, consentendo di avere risultati più armonici. Oltre ai tradizionali elementi della profiloplastica, si considerano anche altre aree anatomiche, in particolare:
– la regione temporale;
– la regione sopraccigliare;
– la regione malare;
– la regione naso-labiale;
– la regione mandibolare.
Una visione così ampia e completa permette di eseguire una più attenta analisi pre-procedurale, permettendo così l’ottenimento di risultati finali più soddisfacenti.
Nel suo studio pubblicato sulla rivista Facial Plastic Surgery ha codificato la tecnica, ce la può descrivere?
Il protocollo “Social Profiloplasty” è stato applicato su 34 pazienti (31 femmine, 3 maschi) che sono stati sottoposti a procedura ambulatoriale di ridefinizione del volto mediante filler. In tutti i casi trattati sono stati utilizzati filler a base di acido ialuronico (HA con Dynamic Cross-Linking Technology – DCLT) con caratteristiche reologiche specifiche che sono di fondamentale importanza per l’ottimizzazione del risultato finale. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a un’attenta valutazione morfologica (pre-procedurale, post-immediata, a un mese). Oltre alla valutazione clinica, sono sempre stati acquisiti report fotografici e video. Dal punto di vista procedurale sono state utilizzate differenti tecniche iniettive con ausilio di ago e cannula.
Nello studio ho descritto i vari passaggi per iniettare e le zone, ho lavorato molto sulla parte tecnica per avere un risultato sempre più armonico. Il grado di soddisfazione è stato prossimo al 100% in assenza di complicanze rilevanti. Nel 7% dei casi è stato necessario effettuare un retouch a un mese.
A chi è più adatta questa tecnica?
Il bello è proprio questo: è adatta a tutti, non ci sono target particolari. E non riguarda solo i millenials: che si abbiano 70 o 20 anni, la proiezione del volto è la stessa e così le zone da considerare per il trattamento.
Silvia Perfetti
Bibliografia
1. Lazzarotto A, Robiony M, Cambiaso-Daniel J, Nocini R, Gualdi A. Social Profiloplasty: A Practical Assessment and Injection Guide. Facial Plast Surg. 2022;38(2):135-142.
DANGEROUS ZONE: INDICAZIONI PER EVITARE COMPLICANZE NELLA SOCIAL PROFILOPLASTICA
Nello studio firmato dal dottor Lazzarotto per ognuna delle aree anatomiche trattate nella “social” profiloplastica si identificano i principali rischi a cui si va incontro e si descrivono le tecniche iniettive da utilizzare per non correre rischi.
> Regione temporale. Il rischio maggiore per l’iniezione intravasale nella regione temporale risiede nel piano intermedio. Per evitare di iniettare in questo piano ci sono due alternative: posizionare il filler superficialmente, appena sotto il derma, evitando così il ramo frontale dell’arteria temporale superficiale, o iniettare in profondità sul piano preperiostale, rimanendo entro un dito dall’arco o a più di 25 mm sopra l’arco, evitando l’incannulazione involontaria della vena temporale media.
> Regione malare. Il forame infraorbitale rappresenta il pericolo primario, che deve essere accuratamente localizzato e contrassegnato prima di ogni trattamento. Si consiglia un approccio laterale iniettando nel piano profondo, evitando di inserire l’ago vicino alla giunzione palpebro-malare, considerata un’area ad alto rischio. La complicanza più grave è l’embolizzazione dell’arteria oftalmica, che può portare anche alla cecità. Per ridurre al minimo il rischio di iniezione intravascolare il filler deve essere iniettato solo a bassa pressione, con una pressione iniettiva non eccessiva e aspirando prima di procedere alla stessa.
> Regione naso-labiale. Il rischio principale in questa zona è rappresentato dall’iniezione nell’arteria naso-labiale. Per prevenire complicazioni, è importante conoscere la profondità e il decorso dell’arteria naso-labiale, che si dirama quasi parallela alla piega naso-labiale. Nei due terzi inferiori si trova in un piano più profondo al di sotto del muscolo, mentre nel terzo superiore diventa più superficiale. La posizione può poi variare in base alle caratteristiche individuali, per cui si consiglia di rimanere leggermente laterali rispetto alla piega per prevenire complicanze vascolari.
> Regione mandibolare. La zona di pericolo primaria si trova a livello del corpo mandibolare su un piano profondo; generalmente, da 0,3 a 1 cm anteriormente al bordo del muscolo massetere è possibile identificare l’arteria e la vena facciale, riconoscibili anche al tatto. Per evitare complicazioni si consiglia di utilizzare una cannula e di rimanere in un piano sottocutaneo. L’aumento della regione mentoniera viene eseguito mediante un’iniezione profonda a livello della linea mediana per evitare i rami paramediani delle arterie mentali e submentali.








