
Cesare Brandi
L’utilizzo combinato di carbossiterapia, polinucleotidi e acido ialuronico permette di intervenire contemporaneamente su viso, collo, décolleté e mani, riducendo le rughe più o meno marcate e attenuando gli esiti dello scivolamento dei tessuti
A fronte di una crescente richiesta di correzione degli inestetismi del volto, risulta fondamentale la scelta da parte del medico estetico dei trattamenti da associare e la loro modalità di applicazione, per agire in sicurezza e in modo efficace. Il protocollo Arpa (Association of revitalization programs antiaging) si è mostrato molto valido, ottenendo risultati di miglioramento della consistenza della cute e del tono dei tessuti trattati, con riduzione delle rughe cutanee. Ne abbiamo parlato con il professor Cesare Brandi, specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso il Policlinico “Le Scotte” di Siena, ideatore del protocollo e presidente onorario della Società italiana carbossiterapia funzionale ed estetica (Sicfe).
Dottor Brandi, in cosa consiste il protocollo Arpa?
Arpa significa “Association of Revitalization Programs Antiaging” (associazione di programmi di rivitalizzazione antiaging) ed è un protocollo che prevede l’integrazione di più trattamenti efficaci per ottenere un effetto che sia più naturale possibile, con una riduzione sostanziale degli effetti collaterali collegati. In questi trattamenti viene dato un ruolo centrale alla carbossiterapia, che può essere utilizzata per tutto il viso. Facciamo un esempio, se l’obiettivo è la revitalizzazione io so che alcuni revitalizzanti in determinati punti del viso hanno un’efficacia maggiore e in altre zone, invece, sono meno efficaci o non indicati. Ecco perché si uniscono più trattamenti, è un concetto che vale anche per filler, lipofilling o altro, mi riferisco solamente a trattamenti che hanno una evidenza scientifica a supporto.

Immagini pre e post trattamento con protocollo Arpa
Come scegliere i trattamenti più adeguati da associare in relazione al paziente?
Per sapere come scegliere e integrare i trattamenti bisogna rifarsi alla medicina estetica di precisione, che significa considerare tre step: la diagnosi, che guiderà il trattamento permettendo di scegliere la sostanza più adeguata in base a ciò che contiene; sapere cosa associare in base alla zona di riferimento e sapere come eseguire il trattamento agendo nello stesso momento in una seduta. Dico sempre che un medico estetico è come un direttore d’orchestra che ha davanti tanti musicisti con diversi strumenti, la sua abilità consiste nel saper coordinare tutti nel modo più adeguato.
Personalmente la mia pratica è quella di intervenire contemporaneamente su viso, collo, décolleté e mani, utilizzando metodiche e sistemi applicativi diversi. Nella parte iniettiva, in base alla diagnosi e alla tipologia di paziente con cute più o meno segnata dal tempo e con rughe più o meno accentuate, si utilizzano i polinucleotidi e/o prodotti contenenti acido ialuronico a peso molecolare crescente. Dopo si esegue la carbossiterapia e, in questo momento, devo sapere esattamente cosa succede nel momento in cui inietto il gas, saperlo indirizzare in un certo modo a seconda di ciò che mi serve fare. Quindi in sintesi si seguono i tre step: diagnosi, tecniche e metodologia di applicazione.
Che tipo di risultati si possono ottenere?
Possiamo raggiungere diversi risultati: da una rivitalizzazione del volto alla riduzione di rughe più o meno maggiori, fino alla riduzione degli esiti dello scivolamento dei tessuti. È possibile modulare l’effetto in base a ciò che si vuole ottenere. La finalità del protocollo è sempre quella di essere aderenti a un tipo di risultato che sia il più naturale possibile.
Qual è il vantaggio che deriva dall’associazione con la carbossiterapia?
La carbossiterapia agisce in due possibili sistemi, quello diretto e indiretto. In generale, è in grado di migliorare il microcircolo locale e allo stesso tempo ottimizzare la funzionalità della struttura dei tessuti e del derma, sia da un punto di vista di spessore che di elasticità. Inoltre, ha un effetto di scollamento liftante utile per il viso. Può essere utile, ad esempio, per la zona perioculare.
Possono verificarsi effetti collaterali?
Gli effetti collaterali possibili sono legati all’utilizzo di aghi, quindi, possono verificarsi delle ecchimosi, ma questa è un’eventualità operatore-dipendente. Ad oggi non ci sono altri effetti collaterali di natura tecnica legata al trattamento, come dimostrato dalle evidenze scientifiche su Pubmed, ma ovviamente l’abilità del medico che effettua il trattamento può determinare questa eventualità.
Ci sono periodi dell’anno da prediligere per effettuare il trattamento?
Il trattamento Arpa può essere fatto in qualsiasi momento. Il periodo dell’anno può influire su alcuni aspetti legati al prodotto, perché alcune sostanze nel periodo estivo possono andare incontro a un più facile riassobimento, come ad esempio per l’acido ialuronico. Questo bisogna saperlo. Poi però da un punto di vista pratico è un discorso relativo, perché l’utilizzo delle sostanze in associazione tra loro nei trattamenti scelti modifica alcune caratteristiche del singolo prodotto. Per esempio, la letteratura scientifica mostra come l’associazione di carbossiterapia e filler a base di acido ialuronico permette un’efficacia clinica maggiore nonché un effetto del filler più duraturo nel tempo.
Lucia Oggianu
Bibliografia
1. Brandi C, Cuomo R, Nisi G, Grimaldi L, D’Aniello C. Face Rejuvenation: a new combinated protocol for biorevitalization. Acta Biomed. 2018 Oct 8;89(3):400-405.
2. Cavallini M, Bartoletti E, Maioli L, Massirone A, Pia Palmieri I, Papagni M, Priori M, Trocchi G; As Members of The Polynucleotides HPT™ Priming Board, Collegio Italiano delle Società Scientifiche di Medicina Estetica (Italian College of the Aesthetic Medicine Scientific Societies) – SIME, AGORÀ, SIES. Consensus report on the use of PN-HPT™ (polynucleotides highly purified technology) in aesthetic medicine. J Cosmet Dermatol. 2021 Mar;20(3):922-928.








