
Stefania de Fazio
La società scientifica si prepara al consueto appuntamento annuale con tante novità e conferma il proprio impegno sul fronte sicurezza, per definire regole chiare negli interventi di chirurgia estetica, mentre resta aperta la sfida della parità di genere nella professione
Il congresso nazionale della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva-rigenerativa ed estetica (Sicpre) si terrà dal 30 ottobre al 1° novembre a Napoli, presso il Centro congressi Stazione Marittima (www.sicpre2025.it). A raccontarci le novità di questa edizione è Stefania de Fazio, presidente del congresso, che ci guida tra i temi scientifici più attuali, l’impegno per la tutela della professione e lo spazio sempre più rilevante delle donne nella specialità: «Il format del congresso conferma nell’impianto i precedenti con sessioni scientifiche costituite pressoché interamente dai contributi inviati dai partecipanti. A differenza degli eventi precedenti, però, per il 73° congresso nazionale sono i referenti dei 16 Capitoli Sicpre a curare la revisione degli abstract, un’importante novità nel segno del massimo coinvolgimento della società stessa in occasione del suo evento annuale».
Dottoressa de Fazio, il claim del congresso Sicpre 2025 è “Chirurgia plastica over the top: tecnologia, empatia e condivisione”. Qual è il significato di questo messaggio? Quali le novità di questa edizione?
Tecnologia, empatia e condivisione sono i valori che rendono grande, ancora più grande, la chirurgia plastica italiana. Siamo ai primissimi posti nel mondo, per la qualità della formazione e dei risultati, che derivano dall’approccio eclettico e versatile dei nostri specialisti e dalle solide basi cliniche e scientifiche della specialità. Per tutto questo, la nostra chirurgia plastica è “over the top”.
Tra le novità, una più “strutturale” è relativa all’organizzazione scientifica, per la prima volta è stata completamente affidata ai referenti dei Capitoli. La Sicpre è infatti composta da Capitoli scientifici dedicati a tutte le aree di interesse della specialità. Ogni Capitolo è guidato da un referente che coordina la squadra, formata selezionando i soci esperti sull’argomento in maniera trasversale, per età e collegio di provenienza, cioè tra liberi professionisti, ospedalieri e universitari. La grande novità di quest’anno è proprio quella quindi di aver affidato l’organizzazione scientifica ai team dei Capitoli, consentendo la distribuzione del peso individuale del lavoro di revisione su un numero assai più ampio di valutatori rispetto al passato.
Uno dei frutti di questa impostazione è stato il record assoluto dei 400 abstract ricevuti, un risultato assolutamente straordinario. Ma il congresso annuale non è solo aggiornamento professionale. È anche l’occasione più importante per creare e rafforzare legami umani e di amicizia con i propri colleghi. Momenti e situazioni che ci rendono comunità, famiglia.
La chirurgia estetica della mammella è uno dei temi centrali del congresso. Quali sono le principali tendenze in questo ambito?
La chirurgia estetica della mammella è uno dei temi principali del congresso proprio perché il numero delle sessioni ad essa dedicate è sostenuto, essendo esse generate dal numero degli abstract inviati dai nostri soci sull’argomento.
Il lavoro delle aziende che producono protesi è incentrato sulla ricerca e sull’utilizzo di materiali sempre più biocompatibili, che riducano le complicanze legate alle protesi mammarie. Per questo motivo la cooperazione tra le aziende e gli specialisti in chirurgia plastica è sempre più imperativa e stretta.
Si conferma l’utilizzo di tessuto adiposo, quale complemento all’utilizzo delle protesi mammarie nelle tecniche ibride, e tecniche anestesiologiche sempre più sofisticate che riducono l’invasività di questi interventi ormai diffusi in tutto il tessuto sociale, conseguenza dell’esposizione social e dell’attenzione sempre più crescente al proprio benessere e aspetto fisico.
Dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano (n. 329/2025 del 10/2/25), che riconosce solo agli specialisti in chirurgia plastica il titolo di chirurgo estetico, la Sicpre sta lavorando a una proposta di legge per tutelare ulteriormente la professione e i pazienti. A che punto siamo?
Siamo in un momento storico, lo ribadisco, estremamente peculiare, rispetto alla diffusione massiva e trasversale degli interventi di chirurgia estetica. Conseguenza di questo è spesso la pericolosa disinvoltura dei pazienti nell’approccio alla chirurgia estetica. In alcuni casi, come hanno dimostrato alcuni drammatici casi di cronaca degli ultimi mesi, la selezione dell’operatore avviene attraverso percorsi inadatti, come l’utilizzo dei social. E questo senza approfondire le qualifiche, l’idoneità, l’esperienza degli operatori, dei setting operatori, della presenza di un anestesista e di un’équipe adeguata, della preparazione all’intervento in termini di valutazione accurata pre-operatoria dei parametri clinici.
Il dovere etico e imperativo della tutela della salute dei cittadini ha quindi portato la Sicpre a un profondo impegno sul fronte della sicurezza, che consiste innanzitutto nella partecipazione attiva e propositiva a due tavoli tecnici a cui siedono anche la Federazione mazionale dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), la Federazione italiana delle Società medico scientifiche (Fism), il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e l’Istituto superiore di sanità (Iss). L’obiettivo è arrivare a indicare nello specifico quali professionisti possano effettuare i diversi interventi, in quali strutture possano essere eseguiti e secondo quali atti e procedure. Insomma, il chi, il dove e il come, per ogni intervento. Molti degli interventi e trattamenti con esito infausto sono stati condotti senza il rispetto dei parametri di sicurezza legati all’ambiente, senza tutela anestesiologica, senza una qualifica adeguata dell’operatore. Con grande probabilità, morti che si sarebbero potute evitare.
Donne in chirurgia plastica: la professione resta quasi del tutto maschile. Quali sono le principali difficoltà che una donna chirurgo plastico si trova ad affrontare nella sua carriera?
Negli ultimi 10 anni, a livello globale, si è registrato un forte aumento di presenza femminile in ambito sanitario. Nonostante questa crescita, sono ancora poche le donne alla guida di un reparto ospedaliero e poche le docenti universitarie. Invece, purtroppo, sono molte le donne che ricevono un compenso più basso rispetto alle mansioni che svolgono.
La realtà è assolutamente speculare in Italia. Abbiamo superato il numero dei colleghi maschi in ambito di iscrizioni universitarie e medici laureati donne, ma le donne ai vertici sono meno del 20%. Basta guardare il numero dei direttori di scuola donne in Italia o dei primari ospedalieri: uno status quo che risente della mentalità del passato e del passo indietro che spesso la donna si vede costretta a fare, dopo la maternità, per mancanza di infrastrutture adeguate. Vanno tra l’altro tenuti presenti i ritmi e le esigenze del chirurgo, molto più del clinico all’insegna di ritmi totalizzanti.
Questo pone molte donne chirurgo di fronte alla scelta dolorosa di rinunciare alla maternità per privilegiare la carriera. Conciliare la famiglia, la crescita dei figli e la propria professione alla nostra latitudine, con la nostra impostazione culturale e sociale, è davvero faticoso e porta spesso la donna chirurgo e madre a sottoporsi a ritmi e sforzi disumani a discapito del proprio equilibrio. Quindi assolutamente c’è necessità di maggiori infrastrutture, ancora di più per chi esercita la libera professione.
A concorrere alla situazione attuale, anche l’atteggiamento delle donne, che tendono a iscriversi di meno alle società scientifiche e a partecipare in modo meno attivo alla vita delle stesse. È come se ci fosse una censura in partenza, che probabilmente nasce dalla scarsa fiducia nel riuscire veramente a sfondare il tetto di cristallo, come si dice. Credo fermamente che il tempo ci darà ragione e vedremo progressivamente aumentare il numero di donne in posizioni apicali. Nel frattempo, invito tutte a iscriversi, proporsi e farsi avanti. I Capitoli della Sicpre, nuclei di elaborazione clinica e scientifica, possono essere in questo un importante trampolino.
Rachele Villa
IL PROGRAMMA DEL NUOVO PRESIDENTE FRANCO BASSETTO: SICUREZZA DEL PAZIENTE, PRESTIGIO DELLA CHIRURGIA PLASTICA IN ITALIA E ALL’ESTERO
È estremamente vasto e denso il programma di Franco Bassetto, professore ordinario di Chirurgia Plastica all’Università degli studi di Padova e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedale/Università di Padova, che dal 1° novembre sarà presidente della Sicpre. «Innanzitutto proseguirò il lavoro svolto dal mio predecessore, Maurizio Ressa, per una legge che dia al paziente della chirurgia estetica una maggiore sicurezza – anticipa Bassetto –. Sempre a questo scopo, mi impegnerò per normare la pubblicità sul web della nostra specialità, spesso oggetto di messaggi commerciali e banalizzanti». Per definizione vastissima, in quanto senza limitazione d’organo, la chirurgia plastica spazia dall’estetica, ovviamente, all’ortoplastica, dalle ferite difficili alla chirurgia della mano, dalla chirurgia post-bariatrica alla chirurgia dei tumori cutanei, alla ricostruzione mammaria. «La chirurgia plastica fa la differenza e il suo ruolo deve essere riconosciuto e previsto nelle varie unit multidiscplinari: nel mio anno di presidenza lavorerò anche per questo, in Italia. All’estero, cercheremo di essere sempre più presenti e influenti, anche attraverso l’istituzione ufficiale di un ‘Ministro degli Esteri’ Sicpre».








