
Alessio Redaelli
Dando volume all’area temporale lateralmente e superiormente con filler volumetrici ad alta reticolazione, si ottiene un lifting delle aree mediali, in particolare delle rughe naso labiali e del bordo mandibolare, che dona armonia alle forme del volto
In un recente articolo Alessio Redaelli, medico estetico milanese specializzato in chirurgia vascolare, professore a contratto all’Università di Genova e all’Università eCampus, ha presentato una revisione della tecnica Domino, un approccio innovativo che sfrutta i principi della biomeccanica facciale. Ideata dallo stesso Redaelli, comporta un intervento nell’area delle tempie in grado di migliorare l’estetica di tutto il volto. È solo l’ultima fatica dello specialista, che ha già all’attivo numerosi testi, tradotti e apprezzati in tutto il mondo.
Professor Redaelli, quali sono i principali segni di invecchiamento che si manifestano nella zona temporale e come influenzano l’aspetto generale del viso?
Le tempie sono soggette a una notevole scheletrizzazione dovuta al fatto che il muscolo tende ad atrofizzarsi con l’avanzare degli anni, riducendosi a livello sottocutaneo. Inoltre, dopo molti trattamenti di riempimento a livello zigomatico, le tempie tendono a essere più scavate, proprio perché gli zigomi sono in molti casi più prominenti. Anche i trattamenti mediante tossina botulinica dei muscoli scheletrici, eseguiti allo scopo di contrastare l’emicrania o il bruxismo, in particolare a livello del massetere e del temporale, creano una riduzione volumetrica delle tempie.
Aumentarne la volumetria può ridare un aspetto gradevole al paziente. Esistono delle regole estetiche formalizzate da Leonardo da Vinci e ritenute ancora valide, secondo cui, nel caso di proporzioni ideali, il diametro maggiore del viso è quello tra i due zigomi, mentre il diametro bigiugale masseterico e il bitemporale dovrebbero misurare rispettivamente l’85% e il 95% di quello bizigomatico. In accordo con queste proporzioni, se si va ad aumentare il diametro bizigomatico, il rapporto con il diametro bitemporale tende a diminuire.
Ma oggi c’è un’ulteriore ragione che sta portando alla diffusione dell’intervento estetico alle tempie e fa riferimento a un nuovo concetto che ho ideato e presentato qualche anno fa in occasione dell’Aesthetic & Anti-Aging Medicine World Congress (Amwc) di Monecarlo, con l’azienda Fillmed e il loro team. Lo abbiamo chiamato Tecnica Domino e deriva dal fatto che, trattando e dando volume all’area temporale lateralmente e superiormente, si ottiene sorprendentemente un lifting di aree mediali, in particolare delle rughe naso labiali e del bordo mandibolare. Per tutti questi motivi, negli ultimi due o tre anni, le tecniche di riempimento delle tempie hanno avuto molto fortuna.
Quali sono le principali considerazioni anatomiche da tenere presenti durante i trattamenti estetici nella zona temporale per garantire risultati sicuri ed efficaci?
Si tratta di un’area difficile, dove passano molte vene e arterie, in particolare l’arteria temporale superficiale. Ci potrebbe essere quindi il rischio di complicanze ischemiche e la procedura deve essere eseguita con molta attenzione.
Io consiglio di usare la cannula, che ha un ago smusso e permette di ridurre al minimo il rischio di iniettare il farmaco nell’arteria. La cannula può rompere magari un’arteria e creare un ematoma, ma è molto difficile che produca un’ischemia, mentre l’ago entra in un’arteria o in una vena come nel burro e non è possibile, anche con una mano esperta, rendersene conto. L’aspirazione permette di evitare la maggior parte dei rischi. Infine, se si dovesse produrre questa complicanza, se si è fatto uso di acido ialuronico, si può senz’altro ricorrere alla ialuronidasi, un enzima che lo dissolve efficacemente.
Un altro modo per ridurre le complicanze è ricorrere alla tecnica del bolo profondo, che fa uso dell’ago, iniettando l’acido ialuronico o il filler che si è deciso di utilizzare in profondità nell’osso, sotto il muscolo temporale, spingendo in alto i tessuti e quindi dando volume. Con il bolo profondo si evitano quasi tutti i problemi, con una procedura ben condotta e con l’aspirazione si è quasi certi di non iniettare in un’arteria o in una vena, per quanto anche sull’osso ci siano vasi sanguigni. Non è possibile avere comunque una sicurezza al 100%.
Anatomicamente l’arteria decorre, nella quasi totalità dei casi, nella fascia temporale superficiale. Rimanendo in superficie, si è abbastanza sicuri di non iniettare nell’arteria; oppure si può iniettare tra la fascia superficiale e la fascia profonda, e anche in questo caso, con un minimo di esperienza, si evitano problemi con l’arteria temporale superficiale. La tecnica richiede comunque una certa abilità rispetto ad altri trattamenti di lifting medico.
Come è noto, quella del volto è un’area minata e la zona della tempia si può ritenere mediamente pericolosa. Le complicanze sono comunque rare. Una di queste, descritta in letteratura, è data dall’alopecia, che tuttavia ha una frequenza molto inferiore all’1%: ne sono stati descritti 12-15 casi in tutto in tutto il mondo su migliaia di trattamenti eseguiti, quindi, dal punto di vista medico clinico, si può ritenere una complicanza irrilevante. Si tratta in ogni caso di una alopecia transitoria, che si risolve completamente in due o tre mesi.
In quante sedute avviene il trattamento e quanto durano i risultati?
Il trattamento avviene in una sola sessione: nella stessa in cui si iniettano i filler, generalmente si fa anche il trattamento delle tempie. Trattando gli zigomi, con un foro d’entrata sull’arco zigomatico nell’eminenza malare, si può arrivare sia medialmente sotto l’occhio, quindi nell’area malare, sia lateralmente che superiormente; quindi un unico punto di entrata permette di raggiungere tutta l’area, per dare armonia alle forme e ai volumi del volto.
Le procedure con la cannula possono essere fastidiose ma non dolorose; si può utilizzare un anestetico topico, ma io tendenzialmente non uso anestesia. Come insegno agli allievi che frequentano i miei corsi, è la mano che crea anestesia, quando viene utilizzata in modo delicato e non aggressivo.
Per il trattamento delle tempie si utilizzano filler volumetrici, ad alta reticolazione, che permettono di mantenere i risultati fino a un anno, prima di ripetere il trattamento. Un po’ come quella del naso, la zona della tempia si muove poco e in un’area poco mimica i risultati durano più a lungo.
Quali consigli darebbe ai colleghi che stanno considerando di effettuare trattamenti estetici nella zona delle tempie?
Prima di tutto consiglio sempre di essere prudenti, dato che la tempia un’area particolare che può creare qualche problema. Raccomando poi di usare le cannule, che evitano le complicanze maggiori; molti pensano che l’ago sia più facile e meno pericoloso e invece è proprio il contrario. Infine, bisogna prestare molta attenzione ai materiali di riempimento.
Ritengo che sia meglio evitare materiali non bioassorbibili, come siliconi, artecoll, metilmetacrilati, che dovrebbero restare appannaggio solo di alcuni specialisti molto bravi.
A mio parere, il materiale migliore resta l’acido ialuronico, avendo sempre pronta all’uso la ialuronidasi. Spesso viene usata male, anche perché in Italia non esiste un prodotto dedicato ai medici estetici. È necessario usare prodotti off label, dato che servono prodotti molto più concentrati di quelli disponibili in commercio e destinati a odontoiatri o altri specialisti. Consiglio quella liofilizzata, che non ha bisogno di essere refrigerata: io ne diluisco 1500 unità con 2 ml di fisiologica, in una piccola fialetta che tengo sempre a disposizione per un’applicazione che, per essere efficace, deve essere tempestiva.
Renato Torlaschi
Bibliografia
1. Redaelli A. Temporal.zygomatic lifting of the mandibular edge with high G’ fillers. PRIME Journal Nov/Dec 2022.
2. Sukmanskaya N, Redaelli A. The Domino Effect: An Innovative Approach in Aesthetic Medicine Leveraging the Principles of Facial Biomechanics. J Biomed Res Environ Sci. 2024 Jul 26; 5(7): 868-871.








