
Giovanni Cannarozzo
Il rinofima è una condizione dermatologica distinta, caratterizzata principalmente da ispessimento e deformazione di vario grado della piramide nasale. Questo disturbo, che rappresenta la possibile evoluzione finale della rosacea, si manifesta con un aumento del tessuto connettivo e delle ghiandole sebacee, e dà vita progressivamente a un aspetto irregolare e anche nodulare della cute del naso (rinofima minor, rinofima maior). Questa patologia non è solo una questione estetica ma può anche compromettere la funzionalità respiratoria e avere un impatto psicosociale significativo sui pazienti.
I trattamenti tradizionali per il rinofima hanno incluso nel tempo una varietà di tecniche chirurgiche. Questi metodi, che vanno dalla dermoabrasione alla resezione diretta del tessuto in eccesso, possono essere efficaci nel ridurre la massa del tessuto ipertrofico. Tuttavia, sono spesso gravati da svantaggi considerevoli, come il rischio di cicatrici, infezioni, e un prolungato periodo di guarigione, che possono dissuadere i pazienti dall’optare per questo tipo di interventi.
Con l’avvento e il perfezionamento delle tecnologie laser, si è aperta una nuova era nel trattamento del rinofima. L’approccio combinato che utilizza il Dye laser e il laser CO2 si distingue come una metodologia all’avanguardia. Il Dye laser riduce in modo selettivo il tessuto vascolare (in modo particolare nel rinofima vascolarizzato), attenuando la congestione e anche le teleangectasie superficiali [1], mentre il laser CO2 ablativo si concentra sull’eliminazione dell’iperplasia del tessuto, levigando con precisione la superficie cutanea senza rischio di esiti atrofici attraverso un preciso controllo degli indicatori di colore dei vari livelli della cute. Questo trattamento combinato non solo migliora l’aspetto estetico ma riduce anche significativamente il disagio e il tempo di recupero per i pazienti, offrendo una soluzione terapeutica ottimale che integra efficacia e sicurezza. Al Dye laser è affidato anche il compito di controllare il processo della cicatrizzazione (sessioni reiterate post-intervento per la regolazione della proliferazione dei fibroblasti).
Approccio personalizzato al trattamento
Nel trattamento del rinofima, un approccio personalizzato è cruciale per ottenere i migliori risultati estetici e funzionali. La personalizzazione inizia con una diagnosi accurata di questa patologia attraverso una valutazione approfondita delle caratteristiche strutturali predominanti del rinofima che possono essere vascolari, ghiandolari, o una combinazione di entrambe.
L’analisi multispettrale emerge come una tecnica di imaging diagnostica non invasiva che gioca un ruolo fondamentale nella valutazione del rinofima. Questa tecnologia avanzata utilizza la luce a diverse lunghezze d’onda per catturare e analizzare le caratteristiche cutanee oltre la superficie visibile. Attraverso l’analisi multispettrale, è possibile distinguere con precisione le aree di maggiore attività vascolare, caratterizzate da un maggiore flusso sanguigno, dalle zone con predominanza di tessuto ghiandolare, dove l’iperplasia sebacea è più evidente.
Una volta identificata la componente predominante del rinofima, il trattamento può essere adattato e indirizzato in base alle componenti studiate mediante l’indagine. Se l’analisi multispettrale rivela una predominanza della componente vascolare, si esegue una prima sessione conl Dye laser 595. Questo approccio nel giro di 30-40 giorni riduce l’iperemia e le teleangectasie, contribuendo significativamente al miglioramento del rossore e della congestione cutanea. Al contrario, se l’analisi evidenzia una prevalenza della componente ghiandolare, la sessione si basa direttamente sull’uso del laser CO2 ablativo che viene utilizzato per rimodellare la forma del naso, rimuovendo con precisione l’eccesso di tessuto per ottenere una superficie più liscia e uniforme.
L’analisi multispettrale, quindi, non solo guida la scelta del trattamento più adatto ma consente anche di monitorare l’efficacia della terapia nel tempo, offrendo ai medici e ai pazienti una mappa dettagliata del percorso terapeutico e dei progressi ottenuti. In entrambe le procedure, in fase immediatamente post-operatoria e nelle settimane successive (cadenza mensile) si utilizza come detto il Dye laser per il controllo del processo di cicatrizzazione.
Il nostro protocollo di trattamento
La procedura di trattamento laser combinato per il rinofima si avvale di un’approfondita analisi multispettrale preliminare, che permette di distinguere la predominanza della componente ghiandolare o vascolare del tessuto nasale. Questo passaggio diagnostico è cruciale per personalizzare il trattamento e massimizzare l’efficacia dell’intervento.
Durante l’intervento il paziente viene mantenuto in sedazione cosciente con associazione di anestesia loco-regionale (blocco anestesiologico della piramide nasale), vengono monitorati ECG e P.A. Si preferisce operare in una sola sessione per evitare che con i diversi processi di guarigione si possano formare irregolarità od anche dislivelli della superfice cutanea.
Nel caso in cui l’analisi multispettrale riveli una maggiore componente ipertrofica-ghiandolare, si procede con l’ablazione del tessuto mediante il laser CO2. Questo laser è particolarmente efficace nell’eliminare il tessuto in eccesso, consentendo di modellare la piramide nasale con precisione e di ridurre significativamente l’ispessimento cutaneo. Durante l’ablazione, la generazione di residui carboniosi sul campo operatorio richiede una rimozione costante attraverso l’uso di soluzione fisiologica.
Se l’analisi spettrale rivela invece una componente vascolare preponderante, il trattamento inizia con l’applicazione del Dye laser. Questo passaggio riduce la cosiddetta “spugna vascolare”, ovvero l’eccessiva presenza di vasi sanguigni che contribuisce all’aspetto arrossato e ingrossato del rinofima. Il Dye laser, con la sua lunghezza d’onda di 595 nm, è ottimale per trattare le teleangectasie e migliorare l’iperemia, preparando il tessuto per la successiva fase (dopo circa 40-50 giorni) di ablazione con il laser CO2.
La procedura ablativa è comunque molto delicata e richiede un’attenzione particolare per i sanguinamenti che possono emergere soprattutto quando si interviene su tessuti ricchi di vasi sanguigni. La gestione accurata di questi momenti è essenziale per prevenire complicazioni e per garantire un recupero ottimale.
Dopo l’ablazione con il laser CO2, il trattamento prosegue con ulteriori sessioni di Dye Laser. Questo schema di trattamento è progettato per minimizzare il rischio di cicatrizzazione anomala e per promuovere una riepitelizzazione rapida e uniforme. Il trattamento di laser terapia combinato, quindi, non solo migliora l’aspetto estetico del rinofima, ma è anche fondamentale per prevenire la formazione di cicatrici ipertrofiche o francamente cheloidee, garantendo al paziente un recupero più rapido e risultati duraturi. Fra le possibili complicanze si segnala anche il collasso della cartilagine alare (particolare attenzione e prudenza durante il rimodellamento dell’ala del naso). La terapia dopo l’ablazione con laser CO2 comprende una rigorosa detersione quotidiana con soluzione fisiologica e successiva applicazione di unguenti antibiotici e collagenasi.
Consigliata copertura con antibiotici per os. La riepitelizzazione avviene di solito entro 3-4 settimane.
Vantaggi rispetto ai metodi tradizionali
Il trattamento di laser terapia combinato, che utilizza sia il laser CO2 che il Dye laser, rappresenta una valida alternativa ai metodi chirurgici tradizionali, offrendo un recupero più rapido e risultati estetici superiori. Questa tecnica con la sua invasività sempre ben controllata si distingue per la sua capacità di trattare efficacemente sia la componente vascolare sia quella tissutale, riducendo significativamente l’ispessimento cutaneo e la congestione vascolare.
A differenza degli interventi chirurgici che richiedono tempi di guarigione prolungati e comportano rischi di cicatrici evidenti, il trattamento di laser terapia combinato accelera il processo di guarigione e minimizza il rischio di complicazioni. La precisione dell’ablazione con il laser CO2 e l’efficacia del Dye laser nella gestione delle strutture vascolari patologiche consentono ai pazienti di ritornare alle attività quotidiane in tempi notevolmente ridotti. Inoltre, il trattamento con Dye laser contribuisce a un processo di cicatrizzazione più controllato e uniforme, riducendo il rischio di cicatrici ipertrofiche o cheloidi e garantendo miglioramenti estetici in tempi abbastanza brevi.
In sintesi, il trattamento di laser terapia combinato si afferma come un’opzione terapeutica ottimale per la gestione del rinofima [2-3].
Conclusioni
Il trattamento di laser terapia combinato, che integra l’efficacia del laser CO2 e del Dye laser, si è affermato come un’opzione terapeutica rivoluzionaria per il rinofima. Questa metodologia all’avanguardia ha ridefinito l’approccio al trattamento di questa condizione dermatologica, offrendo ai pazienti una soluzione efficace che supera i limiti dei metodi chirurgici tradizionali.
La sinergia tra l’azione ablativa del laser CO2 e la selettività vascolare del Dye laser con il controllo del processo di cicatrizzazione, si traduce in un trattamento personalizzato che risponde alle esigenze individuali dei pazienti. Il risultato è un miglioramento significativo dell’aspetto estetico e della funzionalità, con una riduzione dell’ispessimento cutaneo e delle anomalie vascolari, senza i lunghi periodi di recupero associati alla chirurgia.
Il rapido processo di recupero, insieme alla ridotta invasività, rendono il trattamento di laser terapia combinato una scelta preferenziale per i pazienti affetti da rinofima. I vantaggi in termine di tempo di guarigione, riduzione del disagio post-operatorio e risultati estetici duraturi sono evidenti e hanno un impatto positivo sulla qualità di vita dei pazienti.
In conclusione, il trattamento di laser terapia combinato si presenta come una modalità di trattamento promettente e avanzata, che merita considerazione come standard di cura per il rinofima. Ulteriori studi e osservazioni cliniche continueranno a definire il suo ruolo nel panorama dermatologico, ma i risultati attuali sono già un forte indicatore del suo potenziale migliorativo da un punto di vista estetico e funzionale.
Autori
Giovanni Cannarozzo, Unità Operativa Complessa di Dermatologia – Università “La Sapienza” Roma – Roma, Italia
Simone Amato, Università “La Sapienza” Roma – Roma, Italia
Bibliografia
1. Cai Y, Zhu Y, Wang Y, Xiang W. Intense pulsed light treatment for inflammatory skin diseases: a review. Lasers Med Sci. 2022 Oct;37(8):3085-3105.
2. Borzęcki A, Turska M, Strus-Rosińska B, Sajdak-Wojtaluk A. Use of laser therapy in the treatment of severe rhinophyma: a report of two cases. J Cosmet Laser Ther. 2019;21(7-8):390-394.
3. Meesters AA, van der Linden MM, De Rie MA, Wolkerstorfer A. Fractionated carbon dioxide laser therapy as treatment of mild rhinophyma: report of three cases. Dermatol Ther. 2015 May-Jun;28(3):147-50.








