Negli Stati Uniti sono stati identificati dieci diversi allergeni nei detergenti per bambini con una media di 2,9 per prodotto nonostante le dichiarazioni contrarie dei produttori
La dermatite allergica da contatto nella popolazione pediatrica è estremamente comune: negli Stati Uniti la prevalenza stimata è del 16,5%. I neonati sono particolarmente suscettibili agli allergeni presenti nei prodotti topici in quanto la funzione barriera della pelle è ancora in via di sviluppo nel primo anno di vita; inoltre, l’uso frequente di pannolini, salviette o creme può aumentare il rischio di esposizione alle sostanze allergeniche. In particolare, i bambini con dermatite atopica sono ancora più inclini a reagire a un maggior numero di allergeni durante il test con l’uso di patch.
Molti detergenti per bambini vengono promossi come prodotti ipoallergenici; tuttavia, non esiste una validazione indipendente, tanto che uno studio ha scoperto che il 94% dei detergenti per bambini più venduti negli Usa contiene allergeni, nonostante le dichiarazioni dei produttori dicano il contrario.
Gli autori, della University of California Los Angeles, spiegano su Pediatric Dermatology [1] di aver analizzato gli ingredienti e le affermazioni di marketing dei 50 prodotti più venduti su Amazon nella categoria “body wash” per bambini. L’elenco degli ingredienti è stato valutato per potenziali allergeni utilizzando la lista stilata dalla American Contact Dermatitis Society nel 2020, che contiene 90 allergeni comuni testati tramite patch testing per adulti e bambini.
Ebbene, nei detergenti sono stati identificati ben dieci allergeni e il 94% ne contiene almeno uno, con una media di 2,9 per prodotto: cocamidopropil betaina (72%) e benzoato di sodio (54%) sono i più frequenti, unitamente alle sostanze utilizzate per profumare artificialmente i prodotti. Tutti i detergenti sono accompagnati da almeno cinque affermazioni di marketing; le più comuni sono: “senza parabeni” (88%), “senza ftalati” (84%), “senza lacrime” (74%), e “ipoallergenico” o “testato contro le allergie” (74%). Non c’era una differenza significativa nel numero di allergeni nei detergenti pubblicizzati come “ipoallergenici” o “testati contro le allergie” rispetto ai detergenti che non riportavano queste affermazioni; anzi, si è rilevata una correlazione tra la quantità di allergeni e il numero di dichiarazioni promozionali.
Sono stati invece trovati meno allergeni nei detergenti approvati dall’Associazione statunitense dell’eczema e in quelli etichettati come “senza fragranze sintetiche”.
Spesso, dunque, le affermazioni pubblicitarie sono fuorvianti e gli autori raccomandano ai genitori di prestare molta attenzione agli ingredienti dei prodotti, possibilmente chiedendo consiglio a esperti.
Renato Torlaschi
Bibliografia
1. Noveir SD, Galamgam J, Cheng CE. Prevalence of potential contact allergens in best-selling baby cleansers. Pediatr Dermatol. 2024 Feb 27.








