Lo stress vissuto sul lavoro influisce meno sulla vita privata rispetto agli altri specialisti
Gli effetti della pandemia su medici e operatori sanitari persistono, e i dermatologi non fanno eccezione. Nel suo report annuale, Medscape esplora la soddisfazione dei medici americani riguardo al proprio lavoro e alla propria vita in generale, da come vanno le loro relazioni personali a come mantengono la propria salute fisica e mentale.
Oltre 13mila medici di 29 specialità diverse hanno risposto a un questionario incentrato su queste tematiche. Il primo dato riportato è che l’88% dei dermatologi erano felici o molto felici della propria vita personale prima della pandemia, più dei colleghi delle altre specialità, che si fermavano all’81%. Due anni di Covid-19 hanno certamente lasciato il segno, ma i dermatologi hanno sofferto un po’ meno degli altri specialisti: il rapporto 2022 mostra che le due percentuali sono scese, rispettivamente al 78% e al 59%.
Lo stress sul lavoro risulta decisamente più basso della media: prima della pandemia, solo un dermatologo statunitense su tre aveva avuto qualche episodio di burnout, ma nel report dello scorso anno erano saliti al 42% e in quest’ultimo al 47%, percentuali comunque lontane rispetto alle tensioni professionali segnalate nell’ambito della medicina di emergenza e urgenza. È da rilevare che le donne hanno risentito dello stress in misura doppia rispetto ai colleghi di sesso maschile.
«Non c’è dubbio che le donne abbiano riportato molto più spesso tensioni professionali degli uomini – ha commentato la psichiatra Carol Bernstein, dell’Albert Einstein College of Medicine di New York –. Il carico di impegni familiari e genitoriali delle donne è generalmente maggiore e il risultato può essere un crollo emotivo che si manifesta sul posto di lavoro».
Tuttavia, lo stress vissuto sul lavoro influisce meno sulla vita privata rispetto agli altri specialisti; la grande maggioranza ha una relazione sentimentale stabile che, in nove casi su dieci, è definita “soddisfacente” o “molto soddisfacente”. Una curiosità che accomuna tutti i medici è che nella maggior parte dei casi (60%) il loro partner non lavora nella sanità.
Eppure, la situazione lavorativa è lontana dall’essere ideale: circa la metà dei dermatologi preferirebbe guadagnare meno e avere più tempo libero, con un maggiore equilibrio tra le componenti della loro vita: prima della pandemia le cose andavano un po’ meglio mentre ora questo equilibrio appare un po’ più precario e difficile da mantenere. Quanto alle migliori modalità per essere felici e preservare la loro salute mentale, i dermatologi statunitensi mettono al primo posto la famiglia e gli amici (78%); a seguire, cercano di trovare il tempo per coltivare passioni come la lettura, la cucina e il giardinaggio; per fare sport o esercizio fisico. Si dimostrano consapevoli dell’importanza di dormire a sufficienza, di mangiare in modo salutare e, quando è necessario, affrontare le proprie tensioni con l’aiuto di uno specialista.
Renato Torlaschi








