Fino a 30 crediti Ecm nel triennio possono essere ottenuti con l’autoformazione, che include l’aggiornamento attraverso la lettura di libri e riviste scientifiche: un credito per ogni ora. Ecco la procedura per l’accreditamento (in autocertificazione)
Nell’ambito dell’Educazione continua in medicina (Ecm), l’autoformazione è un approccio attraverso il quale i professionisti della sanità assumono la responsabilità di gestire parte del proprio apprendimento e sviluppo professionale in modo autonomo, selezionando le risorse e i materiali didattici più appropriati e pianificando il proprio percorso. L’autoformazione non è supportata da un provider accreditato e non consiste nella partecipazione a eventi Ecm. Piuttosto, si tratta di attività individuali e spontanee dei singoli professionisti, alle quali è stata comunque attribuita una certa validità in termini di aggiornamento. La quota massima di crediti Ecm ottenibili in questo modo ha un limite massimo, che dal 2019 è passato dal 10% al 20% dell’obbligo triennale formativo. Anche in questo, si distingue dalla Formazione a distanza (Fad), che non presenta restrizioni e può soddisfare fino al 100% delle necessità formative triennali (a meno di eventuali limitazioni specificate dai singoli ordini, collegi o albi professionali).
Per il triennio 2023-2025 il fabbisogno formativo complessivo Ecm è stato confermato a 150 crediti formativi, fatte salve le decisioni in materia di esoneri ed esenzioni: ne risulta quindi che 30 di questi possono essere ottenuti attraverso l’autoformazione.
Il Manuale Agenas
Lo scorso marzo, la Commissione nazionale per la formazione continua dell’Agenas ha approvato un aggiornamento del Manuale sulla formazione continua dei professionisti sanitari. Tra le novità introdotte, si evidenzia un maggiore focus sull’educazione interprofessionale, sull’implementazione delle nuove tecnologie nell’ambito didattico e sull’autoformazione, che può avvenire attraverso varie modalità.
Secondo il Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario emesso dall’Agenas, l’attività di autoformazione può consistere:
> nella lettura di riviste scientifiche, di libri o capitoli di libri e di monografie, manuali tecnici per attrezzature di alto livello tecnologico;
> nell’attività di studio finalizzata alla docenza in master universitari, corsi di alta formazione e di perfezionamento e scuole di specializzazione.
Il numero dei crediti da attribuire viene valutato sulla base dell’impegno orario autocertificato dal professionista e viene riconosciuto un credito per ogni ora di autoformazione. Rimane ferma la facoltà di Federazioni e Ordini di prevedere ulteriori tipologie di autoformazione.
La procedura di autocertificazione
Le attività svolte come autoformazione vengono autocertificate dagli stessi professionisti, che li caricano direttamente sul portale di Cogeaps, il consorzio che gestisce l’anagrafica dei crediti Ecm dei professionisti sanitari italiani. Effettuato l’accesso tramite Spid o Carta d’identità elettronica, il professionista, oltre a poter verificare la propria posizione Ecm, i crediti maturati e il proprio debito formativo complessivo, può anche caricare le attività di autoformazione.
Entrando nell’area riguardante i crediti individuali si seleziona la tipologia di credito tra cui rientra anche l’autoformazione. Dovranno essere inserite la data di inizio e la data di fine; il numero di ore di autoformazione, ossia il numero di ore dedicate ad esempio alla lettura di un articolo scientifico; si indica poi il tipo di autoformazione (in questo caso “letture scientifiche”); va specificato il titolo del dell’articolo scientifico o del libro che è stato letto e infine deve essere selezionato l’obiettivo dell’autoformazione, selezionandolo tra quelli proposti. Con un clic sul tasto “invia richiesta”, i crediti vengono caricati automaticamente.
Renato Torlaschi








