Un team di esperti italiani ha classificato le lesioni cutanee da Covid-19 secondo sei principali pattern clinici
L’infezione causata dalla SARS-CoV-2, più nota come malattia da coronavirus-19, o Covid-19, si è rapidamente diffusa in tutto il mondo e, con l’aumento esponenziale dei pazienti, si sono resi evidenti nuovi sintomi, inizialmente ignorati.
Numerosi rapporti hanno documentato anche il verificarsi di diverse manifestazioni cutanee. Sul British Journal of Dermatology (1) ne è stata pubblicata una rassegna elaborata da un team di esperti italiani, coordinati da Angelo Valerio Marzano, professore presso la Scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Milano.
Sulla base della loro esperienza e dei dati di letteratura, i ricercatori hanno classificato le lesioni cutanee secondo sei principali pattern clinici: eruzione cutanea orticarioide; rash confluente eritematoso-maculopapulare-morbilliforme; esantema papulo-vescicolare; pattern acrali simili a geloni; livedo reticularis – pattern simili a livedo racemosa; pattern “vasculitico” purpurico. Queste sei complicanze dermatologiche possono essere distinte in due gruppi principali: il primo, infiammatorio ed esantematico, comprende i primi tre gruppi sopra elencati, mentre il secondo include le lesioni vasculopatiche e vasculitiche degli ultimi tre gruppi.
Sebbene i meccanismi patogeni delle manifestazioni cutanee descritte nel contesto del Covid-19 non siano ancora chiari, risultano implicate la risposta immunitaria iperattiva, l’attivazione del complemento e il danno microvascolare. Oltre agli effetti diretti del virus, potrebbero contribuire altri agenti infettivi, come le comorbilità dei pazienti, il loro stato immunitario, trattamenti concomitanti e altri fattori ancora ancora non ancora definiti.
«La presenza di reperti cutanei che possono portare al sospetto di Covid-19 e a identificare casi potenzialmente contagiosi con un decorso indolente pone i dermatologi in una posizione rilevante. Inoltre – sostengono gli autori – il ruolo delle manifestazioni cutanee associate a Covid-19 come marcatori prognostici deve essere ulteriormente approfondito. Tuttavia, i rapporti pubblicati in letteratura indicano una grande eterogeneità nelle manifestazioni cutanee, nei loro periodi di latenza e nei sintomi extracutanei associati. Inoltre, le difficoltà sono aumentate dalla possibile insorgenza di lesioni cutanee in pazienti paucisintomatici o asintomatici. Sarà importante un ampio uso di test sierologici affidabili. Inoltre, negli studi futuri sarebbe utile valutare la carica virale in diversi momenti, e rilevare l’Rna virale o molecole specifiche all’interno della pelle lesionata».
Renato Torlaschi
Bibliografia
1. Loney T, Paulo MS, Modenese A, Gobba F, Tenkate T, Whiteman DC, Green AC, John SM. Global evidence on occupational sun exposure and keratinocyte cancers: a systematic review. Br J Dermatol. 2021 Feb;184(2):208-218.
2. Pelucchi C, Di Landro A, Naldi L, La Vecchia C; Oncology Study Group of the Italian Group for Epidemiologic Research in Dermatology (GISED). Risk factors for histological types and anatomic sites of cutaneous basal-cell carcinoma: an italian case-control study. J Invest Dermatol. 2007 Apr;127(4):935-44.








