Le attuali opzioni di trattamento raccomandate per l’orticaria cronica prendono di mira i mediatori dei mastociti come l’istamina o gli attivatori, come gli autoanticorpi, puntando a ottenere il completo controllo della malattia e il ripristino della qualità della vita, seguendo i principi di base del “quanto necessario e il meno possibile”, ma la malattia è caratterizzata da remissione spontanea ed è difficile dire quando il farmaco non è più necessario.
Le attuali linee guida internazionali suggeriscono che il trattamento può essere interrotto una volta che un paziente è privo di segni e sintomi.
Una guida in merito è necessaria per tutte le terapie raccomandate, ma mancano studi controllati sull’argomento. Sull’American Journal of Clinical Dermatology [1], Dorothea Terhorst-Molawi e altri studiosi berlinesi ne hanno fornito una sintesi, sulla base della loro esperienza. Tra i diversi possibili trattamenti, hanno esaminato in particolare l’omalizumab, gli antivirali ad azione diretta per l’epatite C (Daa, direct-acting antiviral agents) e le ciclosporine.
Nei pazienti con risposta completa al trattamento quotidiano a dose standard di Daa, si dovrebbe prendere in considerazione la sospensione dopo tre-sei mesi di completo controllo senza interruzioni e totale assenza di segni e sintomi. Un Daa a dose standard viene di solito interrotto tutto in una volta, ma alcuni pazienti beneficiano di un’assunzione a giorni alterni per una-due settimane prima dell’interruzione definitiva. In caso di recidiva, il ritrattamento dovrebbe essere mantenuto per tre-sei mesi di risposta completa prima di valutare un altro tentativo di interruzione del trattamento.
Nei pazienti che ottengono una risposta completa con una dose più elevata di Daa rispetto allo standard, di solito si mantiene la dose per tre mesi prima di valutare una riduzione, che è personalizzata e può variare da una diminuzione di una compressa ogni mese al dimezzamento della dose ogni settimana.
Riguardo all’omalizumab, quando la dose iniziale raccomandata (300 mg ogni quattro settimane) porta a una risposta completa per almeno tre mesi, il primo passo verso la riduzione è la diminuzione degli sgAH concomitanti, che la maggior parte dei pazienti assume a dose superiore a quella standard quando inizia l’omalizumab. Praticamente tutti i pazienti che rispondono completamente all’omalizumab possono interrompere l’assunzione di sgAH senza perdere il completo controllo della malattia. Questo viene solitamente fatto riducendo la dose degli sgAH di una compressa o della metà ogni settimana, anche se alcuni pazienti preferiscono farlo più lentamente.
Nei pazienti con risposta completa alla monoterapia con omalizumab a dose standard, solitamente si considerano la riduzione del trattamento e l’interruzione dopo un anno e praticamente mai prima di sei mesi di risposta completa.
Infine, nei pazienti che assumono ciclosporina, dopo sei mesi di trattamento massimo gli autori consigliano di ridurre di 1 mg/kg ogni due settimane.
Renato Torlaschi
Bibliografia
Terhorst-Molawi D, Fox L, Siebenhaar F, Metz M, Maurer M. Stepping Down Treatment in Chronic Spontaneous Urticaria: What We Know and What We Don’t Know. Am J Clin Dermatol. 2023 May;24(3):397-404.








