
L’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe) si è riunita a Milano a inizio febbraio per il primo corso del 2025 dedicato alle tecniche chirurgiche utili per rinfrescare lo sguardo, con approfondimenti sulle patologie della zona oculare e complicanze in chirurgia periorbitale.
Gli interventi di blefaroplastica registrati nel mondo nel 2023 sono stati 1.746.946 (+24.0% rispetto all’anno precedente), mentre in Italia si sono sottoposti a chirurgia per rinfrescare lo sguardo circa 3.512 pazienti nello stesso anno (Fonte: Global Survey 2023 Isaps). Nel nostro Paese la blefaroplastica si conferma l’intervento di chirurgia plastica ai fini estetici più richiesto dagli uomini, e costituisce in generale circa il 22 % delle richieste di chirurgia estetica.
La chirurgia periorbitale comprende diverse pratiche chirurgiche legate a volte anche a esigenze non solo estetiche. Al primo corso Aicpe di Milano si è parlato di chirurgia del sopracciglio, di come le diverse tecniche vadano scelte in base alle aspettative del paziente sul risultato desiderato, di cantopessi, di fili di trazione e di come risolvere la ptosi palpebrale. Ampio spazio è stato dato anche al tema della rimozione delle lesioni cutanee di origine oncologica o infiammatoria (esaminate grazie a un approfondimento sulle patologie palpebrali a cura dalla dermatologa Athanasia Tourlaki) che richiedono poi un intervento ricostruttivo. Ci sono poi casi di traumi, di ustioni da blefaroplastica non chirurgica effettuata con laser, o correzioni di asimmetrie congenite.
«Lo sguardo è il biglietto da visita più importante delle persone – ha dichiarato Gabriele Muti, chirurgo plastico e direttore scientifico del corso insieme a Luca Piovano –. Il punto fondamentale è scegliere il percorso più indicato per il proprio paziente. Sono particolarmente orgoglioso di avere avuto tra i nostri ospiti alcuni colleghi di Sicpre che hanno condiviso con noi le principali questioni controverse in chirurgia della zona periorbitale, perché l’obiettivo dei nostri corsi è quello di fornire elementi di miglioramento non solo ai futuri chirurghi plastici, ma anche agli specialisti già esperti».
«Siamo felici di ospitare nei nostri corsi gli specialisti migliori per una condivisione scientifica di qualità – ha concluso il professor Roberto Bracaglia, presidente dell’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica –. L’aggiornamento costante è un asset fondamentale per la nostra associazione, perché si conferma uno strumento importante per garantire approcci personalizzati, ma soprattutto affidabilità delle tecniche chirurgiche e dei protocolli, con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio di complicanze, per la sicurezza e la soddisfazione dei pazienti».








