Le richieste di trattamenti rimodellanti non invasivi per il corpo sono in aumento grazie a tecniche migliorate, a nuovi dispositivi medici immessi sul commercio e all’influenza esercitata sui pazienti dai social media, ma gli studiosi mettono in guardia dai possibili effetti avversi
La criolipolisi è stata la procedura cosmetica non invasiva associata al maggior numero di eventi avversi, secondo i dati contenuti nel database Maude (Manufacturer and user facility device experience), analizzati da un team statunitensi e pubblicati su Lasers in Surgery and Medicine [1]. Negli Stati Uniti, il numero di questi interventi di modellamento del corpo si è quintuplicato dal 2011 al 2019 e l’aumento è attribuito a tecniche migliorate, a nuovi dispositivi medici e, per dirla con le parole di Young Lim del dipartimento di dermatologia del Massachusetts General Hospital di Boston, primo autore dell’articolo, anche a «una base di consumatori esteticamente esperti e fortemente influenzati dai social media». Il ricercatore fa notare che le valutazioni effettuate prima dell’immissione sul mercato di molti nuovi dispositivi medici non riescono a intercettare le complicazioni rare o ad insorgenza ritardata; in tal modo, consumatori e fornitori potrebbero non essere pienamente consapevoli dei potenziali eventi avversi.
Il database Maude è stato creato dalla Food and Drug Administration nel 1991 per raccogliere informazioni su decessi o lesioni gravi correlati a dispositivi, sulla base dei rapporti di produttori, pazienti e operatori sanitari. Gli autori dello studio hanno analizzato 723 rapporti, emessi tra il 2015 e il 2021: 660 relativi a rimodellamento corporeo non invasivo, 55 a trattamenti anticellulite e 8 alla stimolazione muscolare. Nel complesso, l’iperplasia adiposa paradossale (ovvero l’aumento del volume delle cellule adipose nelle parti del corpo trattate con criolipolisi) è stata la più frequente tra le reazioni avverse segnalate nella categoria del rimodellamento corporeo non invasivo (73,2%). Per i trattamenti anticellulite, gli effetti avversi più comuni (11 su 55) sono state cicatrici e cheloidi (20%). Solo 8 delle segnalazioni di effetti avversi rientrava nella categoria stimolazione muscolare; di questi, le ustioni hanno costituito l’evento avverso più comune.
I pazienti stanno optando sempre più per procedure cosmetiche non invasive, ma secondo gli autori gli eventi avversi potrebbero essere sottostimati, nonostante l’esistenza di database come Maude. Jacqueline Watchmaker, dermatologa di Scottsdale, in Arizona non si è detta sorpresa dei risultati: «Siccome il mercato delle procedure cosmetiche minimamente e non invasive continua a espandersi, i medici probabilmente incontreranno un numero sempre maggiore di pazienti con complicazioni dovute a queste procedure. Ora più che mai, è importante che i fornitori comprendano i potenziali effetti collaterali delle procedure in modo da consigliare adeguatamente gli operatori e ottimizzare la sicurezza dei pazienti. Alcuni pensano che le procedure “non invasive” o “minimamente invasive” siano totalmente prive di rischi, ma questo studio dimostra chiaramente che possono comportare delle complicazioni».
Renato Torlaschi
Bibliografia
1. Lim Y, Wulkan A, Avram M. FDA MAUDE database reported adverse events on noninvasive body contouring, cellulite treatment, and muscle stimulation from 2015 to 2021. Lasers Surg Med. 2023;55(1):146-151.








