Presentato il percorso diagnostico terapeutico per promuovere uniformità di comportamento, appropriati percorsi di cura e assistenza che vede la collaborazione tra dermatologi, medici di medicina generale, reumatologi e altri specialisti
Il gruppo di lavoro della Società italiana di dermatologia e delle malattie sessualmente trasmesse (Sidemast) ha sviluppato un documento che descrive il percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la presa in carico del paziente con psoriasi o con dermatite atopica. Esso definisce i requisiti minimi standard, tecnologici e di personale, delle strutture ambulatoriali dove possono essere implementate le diverse fasi di gestione del paziente, con l’obiettivo di promuovere uniformità di comportamento dei professionisti coinvolti nel processo di diagnosi e di cura su tutto il territorio nazionale e garantire al paziente appropriati percorsi di terapia e di assistenza.
«La psoriasi e la dermatite atopica sono patologie infiammatorie dermatologiche con andamento cronico-recidivante – spiega Paolo Gisondi, consigliere Sidemast e professore associato di dermatologia e venereologia dell’Università degli studi di Verona –. Sono associate a un ampio spettro di comorbidità. Vengono considerate malattie sistemiche e seppure presentino tutte le caratteristiche delle malattie croniche, attualmente non sono ancora inserite nel piano nazionale cronicità. La loro natura cronica, infatti, renderebbe necessaria l’adozione di misure di controllo costanti, con una presa in carico del paziente dalla diagnosi, terapia e follow up, con percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) dedicati e interventi multidisciplinari».
Il documento è stato presentato a Roma con il patrocinio di Sidemast, della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), dell’Associazione nazionale dermatite atopica (Andea), dell’Associazione psoriasici italiani amici della fondazione Corazza (Apiafco), con il contributo incondizionato di Abbvie e pubblicato da CREA Sanità. Con esso si propone un modello organizzativo che favorisce la collaborazione tra dermatologi, medici di medicina generale, reumatologi, psicologi e altri specialisti. «Un approccio integrato come quello proposto – dichiara Mario Coccioli, presidente associazione nazionale dermatite atopica Onlus (Andea), è fondamentale per migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da dermatite atopica: solo attraverso una rete di collaborazione tra specialisti e una chiara definizione dei percorsi clinici il paziente può essere orientato efficacemente verso un percorso di cura garante di trattamenti tempestivi e follow up continuativo».
L’auspicio ora è che le istituzioni riconoscano la cronicità di queste patologie anche a livello normativo e che i decisori ministeriali condividano quanto scritto nel documento e assumano una posizione attenta al riconoscimento e alla garanzia dei diritti delle persone con psoriasi e dermatite atopica, riconoscendone la cronicità e aggiornando i livelli essenziali di assistenza.
«La psoriasi e la dermatite atopica sono patologie croniche che colpiscono milioni di italiani, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sul sistema sanitario – afferma Daniela Sbrollini, vicepresidente decima Commissione affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della Repubblica e coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare sulle malattie dermatologiche e la salute della pelle –. È essenziale riconoscerne la complessità, non solo dal punto di vista clinico ma anche sociale, e garantire un accesso equo a diagnosi tempestive e terapie efficaci. Per questo lo scorso 29 ottobre abbiamo chiesto al Governo, con una mozione, l’impegno concreto per inserire la psoriasi nel Piano nazionale delle cronicità, potenziare i percorsi assistenziali e promuovere campagne di sensibilizzazione. Solo attraverso un approccio integrato e multidisciplinare è possibile offrire ai pazienti un supporto adeguato e migliorare la loro quotidianità».
Lucia Oggianu
→La psoriasi si manifesta con papule e placche eritematose coperte da squame argentee. Ha un’origine multifattoriale, legata a predisposizione genetica e fattori scatenanti come traumi, infezioni e farmaci. È caratterizzata dall’iperproliferazione dei cheratinociti e dall’infiammazione della pelle. La prevalenza varia a livello globale, con stime dallo 0,2- 1,4% nei bambini e dallo 0,5-11,4% negli adulti. In Italia, colpisce circa il 2,8% della popolazione, circa 1.500.000 persone, con una maggiore incidenza tra gli uomini. L’età d’insorgenza più comune è tra i 16-22 anni e i 57-60 anni, ma può presentarsi a qualsiasi età.
→La dermatite atopica è caratterizzata da prurito intenso e lesioni eczematose ricorrenti. Secondo l’Oms, è la patologia cutanea più comune in termini di disabilità. La prevalenza è aumentata negli ultimi anni, colpendo il 10-25% dei bambini e il 2-8% degli adulti nei Paesi sviluppati. In Italia, l’incidenza tra gli adulti è dell’8,1%, la più alta in Europa. Circa il 10% dei pazienti necessita di terapia sistemica. La storia familiare di atopia è il principale fattore di rischio: un genitore affetto ha il 50-80% di probabilità di trasmettere la predisposizione ai figli.








